PDF da scaricare e stampare
Scarica lezione ed esercizi (PDF)
Scarica le soluzioni commentate (PDF)
Vai a: Scheda in breve · Spiegazione · Cronologia · Attività · Esercizi · Soluzioni · Fonti
Storia · Scuola media · Prima, collocazione proposta
Un re arriva al castello per chiedere al papa di ritirare una scomunica. Ottiene il perdono. La storia potrebbe finire qui, ma il conflitto continua. Per capire Canossa bisogna tenere insieme due cose: la riconciliazione religiosa e la lotta per il potere.
Revisione docente e prova in classe: aperte. Questa è una proposta didattica editoriale, non un materiale già validato da un insegnante. Tempo suggerito: due lezioni da circa 50 minuti, adattabili alla classe.
Scheda in breve
- Dove: al castello di Canossa, vicino a Reggio Emilia, nell’attuale Emilia-Romagna.
- Quando: nel gennaio 1077; il 28 gennaio Enrico IV ottiene l’assoluzione dalla scomunica.
- Chi: Enrico IV, re di Germania; papa Gregorio VII; Matilde di Canossa, signora del castello e sostenitrice del papa.
- Il problema: chi può intervenire nella scelta e nell’insediamento dei vescovi? È una questione religiosa, ma anche di governo.
- Il risultato immediato: Enrico viene riammesso nella comunità della Chiesa.
- Ciò che non accade: non si risolve definitivamente il conflitto fra il re, il papa e i principi contrari a Enrico.
Piccolo glossario
- Investitura: atto formale con cui si conferisce una carica.
- Insediamento: entrata in una carica e inizio del suo esercizio.
- Comunione della Chiesa: appartenenza alla comunità dei fedeli e partecipazione alla sua vita religiosa.
- Penitenza: gesto o comportamento che manifesta pentimento.
- Mediazione: intervento di qualcuno che cerca un accordo fra parti in contrasto.
1. Perché un re vuole intervenire nella nomina dei vescovi?
Oggi può sembrare una faccenda interna alla Chiesa. Nel mondo di Enrico IV, invece, i vescovi non hanno soltanto compiti religiosi: sono anche figure importanti negli equilibri di governo. Per il sovrano poter contare su vescovi fedeli è una risorsa politica. Per Gregorio VII l’intervento dei poteri laici nelle cariche ecclesiastiche è un problema da contrastare.
Si parla di investitura per indicare l’atto con cui una persona riceve formalmente una carica e i diritti che la accompagnano. Nella disputa fra Gregorio ed Enrico è in gioco l’intervento di un sovrano laico nell’insediamento dei vescovi. Non è soltanto una discussione su una cerimonia: ci si contende la possibilità di decidere e di governare.
È utile evitare un’immagine troppo moderna. Da una parte non c’è uno Stato laico come quelli di oggi; dall’altra non c’è una Chiesa priva di potere politico. I due ambiti sono intrecciati. [F6, introduzione e «Background»; F1, «Vita e attività», dal contrasto sulle investiture; F2, §1]
2. La scomunica mette in difficoltà Enrico
Nel 1076 lo scontro diventa aperto. A Worms, Enrico e i vescovi che lo appoggiano contestano l’autorità di Gregorio VII. Il papa risponde scomunicando il re e sciogliendo i suoi sudditi dal giuramento di fedeltà.
La scomunica è l’esclusione dalla comunione della Chiesa. [F7, definizione iniziale] Non significa una condanna a morte e non equivale, da sola, alla scomparsa del potere di un sovrano. In questo caso, però, la decisione del papa ha conseguenze politiche pesanti: offre nuovi argomenti ai principi che si oppongono a Enrico. Il re rischia di perdere sostegni e corona.
Perciò raggiungere il papa e ottenere la revoca della scomunica può aiutarlo a uscire dall’isolamento. La sua scelta ha una dimensione religiosa e una convenienza politica. Questo non ci autorizza a leggere i suoi pensieri: possiamo ricostruire la situazione e i vantaggi della decisione, non misurare la sincerità del suo pentimento. [F1, «Vita e attività», eventi 1076–1077; F2, §1]
3. Al castello di Matilde
Nel gennaio 1077 Gregorio VII si trova a Canossa, nel castello di Matilde. La contessa non è soltanto la persona che mette a disposizione un edificio: è una potente sostenitrice del papa e partecipa alla mediazione. Nel racconto che Gregorio invia ai principi tedeschi compaiono, accanto a lei, anche Adelaide e l’abate di Cluny. Non è una scena con due soli protagonisti. [F3, «Canossa, ruined» e «At the invitation»; F4, capoverso biografico; F5, paragrafo che inizia «Finally»]
Enrico arriva come penitente, cioè come una persona che manifesta pubblicamente il proprio pentimento. Gregorio racconta che il re si presenta senza gli ornamenti regali, scalzo e vestito di lana, e attende per tre giorni davanti alla porta del castello. Il 28 gennaio riceve l’assoluzione dalla scomunica. [F3, «At the invitation»; F5, paragrafo «Meanwhile» e datazione del giuramento]
Una precisazione sul titolo: a Canossa Enrico è re, non è ancora stato incoronato imperatore. L’incoronazione imperiale avverrà nel 1084. Chiamarlo sempre «imperatore Enrico IV» è comodo per riconoscerlo, ma nasconde questa differenza. [F1, «Vita e attività», eventi 1084; F2, §2]
4. Una fonte racconta, ma prende anche posizione
Del viaggio a Canossa sappiamo anche attraverso una lettera di Gregorio VII ai principi tedeschi, trasmessa nell’edizione indicata in F5. È una fonte primaria: un testo prodotto da uno dei protagonisti dell’epoca. Non per questo è una ripresa neutrale degli avvenimenti.
Qui sotto trovi due parafrasi italiane originali, preparate per questa lezione. Non sono citazioni letterali né parole pronunciate da Enrico.
Passaggio A — la penitenza. Gregorio riferisce che Enrico, deposti i segni della regalità, rimase per tre giorni davanti alla porta del castello, scalzo e in veste di lana. Le persone presenti intervennero a suo favore. Il papa dice di aver infine sciolto il vincolo della scomunica. [F5, paragrafi «Meanwhile» e «Finally»]
Passaggio B — la questione aperta. Dopo aver raccontato il perdono, Gregorio avverte i destinatari che la questione non è ancora chiarita e che il loro consiglio resta necessario. [F5, paragrafo «Having thus accomplished»]
Le due parti vanno lette insieme. Se prendiamo soltanto la prima, possiamo immaginare una resa conclusiva. Se leggiamo anche la seconda, vediamo che il papa distingue il perdono religioso dai problemi ancora da risolvere. Inoltre sta spiegando ai principi perché ha assolto il loro avversario: ha un destinatario preciso e una decisione da giustificare.
La lettera documenta ciò che Gregorio vuole comunicare. Per capire l’episodio la confrontiamo con le ricostruzioni degli storici; non la usiamo per inventare dialoghi, pensieri o dettagli della scena.
5. Chi ha vinto? La domanda va divisa
Se chiediamo «Enrico ottenne ciò per cui era arrivato?», la risposta è sì: la scomunica fu revocata. Se chiediamo «Gregorio poté presentarsi come l’autorità che aveva concesso il perdono?», anche in questo caso la risposta è sì.
Ma nessuno dei due risultati equivale alla fine dello scontro. I principi avversari di Enrico continuarono a contrastarlo; nel 1080 Gregorio lo scomunicò nuovamente. Dunque Canossa non risolse la lotta per le investiture. [F1, «Vita e attività», da Canossa alla nuova scomunica; F2, §§1–2; F3, «Though this did not»]
Il punto non è scegliere una volta per tutte il vincitore. È distinguere un risultato immediato da ciò che succede dopo. Un gesto molto visibile può cambiare una situazione senza chiudere il conflitto che l’ha prodotto.
Cronologia essenziale
Cronologia testuale originale, ricavata dalle fonti F1–F3: non riproduce immagini o schemi di terzi.
| Data | Che cosa accade | Perché serve ricordarlo |
|---|---|---|
| 1076 | Scontro aperto fra Enrico e Gregorio; il papa scomunica il re. | La crisi precede il viaggio a Canossa. |
| 28 gennaio 1077 | Enrico ottiene a Canossa l’assoluzione dalla scomunica. | È il risultato religioso immediato. |
| 1080 | Gregorio scomunica nuovamente Enrico. | Il conflitto non era terminato. |
| 1084 | Enrico viene incoronato imperatore. | Nel 1077 era ancora re. |
Attività: due colonne, non due squadre
Lavorate a coppie. Su un foglio scrivete due titoli: «Che cosa cambia a Canossa» e «Che cosa resta aperto». Collocate queste quattro tessere nella colonna adatta:
- La scomunica viene revocata.
- I rapporti fra il sovrano e i principi ostili devono ancora essere risolti.
- Enrico viene riammesso nella comunità della Chiesa.
- Il conflitto sul potere non è definitivamente chiuso.
Per ogni scelta indicate un punto della lezione o dei passaggi A e B che la sostiene. Poi confrontatevi con un’altra coppia. Non dovete difendere «la squadra del papa» o «la squadra del re»: dovete spiegare le vostre prove.
Esercizi
1. Tre persone, tre ruoli. Scrivi una frase per ciascun nome: Enrico IV, Gregorio VII, Matilde di Canossa. Non usare la stessa descrizione per tutti.
2. Una causa, due conseguenze. Completa: «La scomunica colpisce Enrico sul piano religioso perché…; lo mette in difficoltà anche sul piano politico perché…».
3. Vero o falso? Correggi le frasi false.
a. A Canossa Enrico viene incoronato imperatore.
b. Gregorio VII revoca la scomunica nel gennaio 1077.
c. Il perdono di Canossa mette fine a ogni conflitto fra Enrico e il papa.
d. Matilde è una sostenitrice di Gregorio VII.
4. Metti in ordine. A: nuova scomunica di Enrico. B: assoluzione a Canossa. C: prima scomunica qui studiata. D: incoronazione imperiale. Scrivi la sequenza delle lettere e associa gli anni 1076, 1077, 1080, 1084.
5. Leggi la fonte. Nei passaggi A e B, quale informazione dimostra che Gregorio ha concesso il perdono? Quale impedisce di affermare che tutti i problemi siano risolti? Rispondi con due frasi separate.
6. Fatto attestato o conclusione non dimostrata? Classifica le frasi e motiva una scelta.
a. La lettera di Gregorio racconta un’attesa di tre giorni.
b. Enrico pensa soltanto a ingannare il papa.
c. Enrico è certamente pentito in ogni suo pensiero.
d. Nel 1080 il conflitto è ancora aperto.
7. Correggi un titolo. Un giornale immaginario presenta così l’episodio: «1077: l’imperatore si arrende e il papa conquista per sempre il potere sull’Impero». Indica due problemi del titolo e riscrivilo in non più di venti parole. Il giornale è un’invenzione didattica, non un documento medievale.
8. Spiega senza slogan. In 70–100 parole rispondi: «Perché un perdono non basta a fare pace?». Inserisci un risultato di Canossa, un problema rimasto aperto e almeno un riferimento ai passaggi A e B o alla cronologia.
Fonti per leggere e approfondire
F1. Treccani, Enrico IV imperatore, «Vita e attività»: contrasto sulle investiture, crisi del 1076, Canossa, scomunica del 1080 e incoronazione del 1084. Leggi la voce.
F2. Franz-Josef Schmale, Henry IV — Role in the Investiture Controversy, Encyclopaedia Britannica, primo capoverso storico «That rebellion affected relations» (scontro, conseguenze politiche, Canossa) e secondo «The princes, however» (opposizione dei principi, 1080, 1084). Nelle note brevi della lezione sono indicati come §1 e §2. Si cita il testo storico firmato, non i riepiloghi automatici del sito. Leggi il capitolo.
F3. Encyclopaedia Britannica, Canossa, capoversi «Canossa, ruined», «At the invitation of Matilda» e «Though this did not»: luogo, Matilde, tre giorni di penitenza, 28 gennaio e limiti dell’esito politico. Leggi la voce.
F4. Treccani, Matilde di Canossa, capoverso biografico, passi «fu la più valida sostenitrice» e «L’episodio culminate»: ruolo politico, proprietà del castello e incontro del 1077. Leggi la voce.
F5. Gregorio VII, Letter to the German Princes concerning the Penance of Henry IV at Canossa; January 28, 1077, con Oath of Henry King of the Germans, in Ernest F. Henderson, Select Historical Documents of the Middle Ages, 1896, edizione digitale Avalon Project, Yale Law School. Localizzatori: paragrafi che iniziano «Meanwhile», «Finally», «Having thus accomplished» e datazione del giuramento. Le rielaborazioni italiane in questa lezione sono parafrasi originali. Leggi il documento in inglese.
F6. Uta-Renate Blumenthal, Investiture Controversy, Encyclopaedia Britannica, introduzione e «Background»: investitura e intreccio fra funzioni religiose e governo. Leggi la voce.
F7. Treccani, Scomunica, definizione iniziale e capoverso «La s. è la più grave»: esclusione dalla comunione ecclesiale e assoluzione. Leggi la voce.
Soluzioni commentate
Apri le risposte e le spiegazioni
Storia · Scuola media · Materiale di accompagnamento
Revisione docente e prova in classe aperte. Le risposte esemplificative non sono formule da imparare a memoria: valgono anche formulazioni diverse, se corrette e sostenute dal testo.
Attività — Due colonne
Che cosa cambia a Canossa: tessere 1 e 3. La scomunica è revocata ed Enrico è riammesso nella comunità della Chiesa. La prova si trova nella sezione 3 e nel passaggio A.
Che cosa resta aperto: tessere 2 e 4. L’accordo non chiude la controversia politica. Il passaggio B segnala che la questione non è chiarita; la sezione 5 e la cronologia mostrano che lo scontro continua.
La motivazione conta più del semplice abbinamento. Non attribuire alla lettera una pace definitiva che il suo autore non dichiara.
1. Tre persone, tre ruoli
- Enrico IV: è il re di Germania che chiede a Gregorio VII di revocare la scomunica. Nel 1077 non è ancora incoronato imperatore.
- Gregorio VII: è il papa che ha scomunicato Enrico e a Canossa gli concede l’assoluzione dalla scomunica.
- Matilde di Canossa: è la signora del castello e una sostenitrice del papa; partecipa alla mediazione.
Non basta dire che «sono tre potenti»: la consegna chiede di distinguerne i ruoli. Non è richiesto ricordare altri nomi o ricostruire tutti i possedimenti di Matilde.
2. Una causa, due conseguenze
Una risposta possibile: «La scomunica colpisce Enrico sul piano religioso perché lo esclude dalla comunione della Chiesa; lo mette in difficoltà anche sul piano politico perché rafforza l’opposizione dei principi e mette a rischio i suoi sostegni».
Va riconosciuto il collegamento fra i due piani, senza confonderli. La scomunica non è una condanna a morte; nemmeno fa sparire automaticamente ogni possibilità di governare.
3. Vero o falso
a. Falso. A Canossa Enrico ottiene l’assoluzione dalla scomunica; viene incoronato imperatore nel 1084.
b. Vero. L’assoluzione avviene il 28 gennaio 1077.
c. Falso. Il conflitto continua. Nel 1080 Gregorio scomunica nuovamente Enrico.
d. Vero. Matilde appoggia il papa e lo ospita nel suo castello.
Per le frasi false serve una correzione: la sola lettera F non dimostra di aver capito l’errore.
4. Metti in ordine
C — B — A — D: 1076, prima scomunica qui studiata; 1077, assoluzione a Canossa; 1080, nuova scomunica; 1084, incoronazione imperiale.
La sequenza aiuta a non comprimere tutta la vicenda in un solo momento. «Prima scomunica qui studiata» distingue il provvedimento del 1076 da quello del 1080.
5. Leggi la fonte
Perdono: nel passaggio A Gregorio dice di aver sciolto il vincolo della scomunica.
Problemi aperti: nel passaggio B avverte che la questione non è ancora chiarita e che il consiglio dei destinatari resta necessario.
Non occorre citare a memoria. È sufficiente individuare il contenuto dei due passaggi e spiegare perché non dicono la stessa cosa. Le formulazioni italiane sono parafrasi didattiche, non trascrizioni delle parole medievali.
6. Fatto attestato o conclusione non dimostrata?
a. Fatto attestato. Possiamo controllare che la lettera racconti tre giorni di attesa. La frase dice correttamente «la lettera racconta»: riconosce la provenienza dell’informazione.
b. Conclusione non dimostrata. La situazione ci permette di riconoscere un vantaggio politico per Enrico, non di affermare che egli pensi soltanto a ingannare.
c. Conclusione non dimostrata. Non possiamo verificare ogni pensiero del re né misurare con certezza la sua sincerità.
d. Fatto attestato. La nuova scomunica del 1080 documenta la continuazione dello scontro, come mostrano le ricostruzioni storiche e la cronologia.
La distinzione non significa che «non sappiamo niente». Significa formulare affermazioni proporzionate alle prove disponibili.
7. Correggi un titolo
Il primo problema è il titolo di imperatore: nel 1077 Enrico è ancora re. Il secondo è la vittoria per sempre attribuita al papa: il conflitto prosegue e Canossa non assicura un dominio definitivo sull’Impero. È pertinente anche osservare che «si arrende» riduce troppo l’esito, perché Enrico ottiene un risultato utile.
Titolo possibile: «Canossa, 1077: il re ottiene il perdono del papa, ma il conflitto continua».
Accettare altri titoli entro il limite richiesto, purché correggano entrambi i problemi. Non occorre inserire ogni dettaglio in una sola riga.
8. Spiega senza slogan
Esempio di risposta:
A Canossa Enrico IV ottiene l’assoluzione dalla scomunica e viene riammesso nella comunità della Chiesa. Questo risultato gli è utile anche sul piano politico, ma non risolve tutti i contrasti. Nel passaggio B Gregorio avverte che la questione è ancora aperta. I principi contrari al re non smettono di opporsi a lui e nel 1080 il papa lo scomunica nuovamente. Il perdono chiude quindi una fase della crisi religiosa, non la lotta per il potere nel suo insieme.
Che cosa cercare nella risposta: un risultato immediato corretto; un problema rimasto aperto; un riferimento pertinente alla fonte o alla cronologia; un collegamento comprensibile fra questi elementi. Rispettare l’intervallo di 70–100 parole serve a esercitare la sintesi, non a sostituire la valutazione del contenuto.
Riferimenti
Le sigle F1–F5 rinviano alle fonti complete riportate nella lezione abbinata. Per il controllo delle risposte: Treccani, Enrico IV imperatore, «Vita e attività», eventi 1076–1084 (voce); F.-J. Schmale, Britannica, Role in the Investiture Controversy, §§1–2 (capitolo); Gregorio VII, lettera su Canossa e giuramento di Enrico, Avalon Project (documento).