Bruno Munari e i Libri illeggibili: leggere con gli occhi e con le mani

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Storia dell’arte · Arte e immagine · Scuola secondaria di primo grado

Scheda breve

Destinatari: terza media; adattabile alla seconda con una guida più ravvicinata. Tempo indicativo: due lezioni da 50 minuti. Tema: la ricerca di Bruno Munari sul libro come oggetto artistico. Parole chiave: libro d’artista, sequenza, materiale, ritmo visivo, sovrapposizione, vuoto.

La domanda di partenza: se un libro non contiene una storia scritta, può comunque farci vivere un’esperienza? I Libri illeggibili di Munari rispondono attraverso pagine, colori, tagli e materiali. Il lettore non deve decifrare parole nascoste: deve osservare ciò che accade mentre volta le pagine.

Alla fine del percorso saprai collocare questa ricerca nel Novecento, distinguere la serie da un singolo esemplare, descrivere come una pagina cambia la successiva e progettare una breve sequenza motivando le tue scelte.

1. Un libro può fare qualcosa di diverso dal raccontare a parole?

Prendi un normale quaderno e aprilo. Anche prima di scriverci, hai già incontrato diversi elementi: una copertina, un formato, un colore della carta, un certo spessore. Voltare una pagina richiede un gesto e un piccolo intervallo di tempo. Di solito non ci facciamo caso, perché cerchiamo soprattutto il testo o le illustrazioni.

Bruno Munari sposta l’attenzione proprio su questi elementi. Che cosa succede se la carta non è soltanto il sostegno di una scritta, ma diventa parte del messaggio? Un foglio corto lascia vedere quello successivo; una pagina tagliata nasconde una zona e ne scopre un’altra; la ripetizione di un colore crea un’attesa. Non è necessario inventare personaggi per costruire un’esperienza che abbia un prima e un dopo.

“Illeggibile”, in questo caso, non significa rovinato, scritto male o troppo difficile. È un titolo provocatorio: mette in discussione l’idea che leggere voglia dire soltanto riconoscere parole. Non significa neppure che ogni osservatore debba trovare lo stesso racconto segreto.

2. Chi è Bruno Munari e perché siamo nella storia dell’arte

Bruno Munari nasce a Milano nel 1907 e muore nel 1998. È artista e progettista: si occupa, fra le altre cose, di comunicazione visiva e di libri. La sua attività attraversa una parte molto ampia del Novecento. Negli anni giovanili entra in contatto con il Futurismo, una delle avanguardie che avevano contestato i confini tradizionali dell’arte. Non bisogna però ridurre tutta la sua ricerca successiva a quel movimento.

Nel Novecento molti artisti non si limitano più al quadro da appendere o alla statua su un piedistallo. Mettono alla prova i materiali, le azioni e il rapporto con chi guarda. Anche Munari cerca modi diversi di incontrare l’arte nella vita quotidiana. Il libro, un oggetto familiare, diventa un luogo di sperimentazione.

I primi Libri illeggibili risalgono al 1949 e vengono presentati nello stesso anno alla Libreria Salto di Milano. Non sono un unico libro con un’unica forma: costituiscono una ricerca sviluppata nel tempo, attraverso esemplari e pubblicazioni diversi. Alcuni sono realizzati in pochi pezzi o come esemplari unici; altri vengono prodotti in più copie. Una singola copia è un esemplare; l’edizione è la pubblicazione in una certa forma. La riproducibilità è la possibilità di realizzare più copie secondo un progetto. Il rapporto con l’edizione e con la riproducibilità appartiene alla loro storia, non è un dettaglio secondario. [Fonti 1–3]

Parliamo di libro d’artista quando il libro viene concepito come opera e non soltanto come contenitore di riproduzioni o di un testo sull’arte. Nel caso di Munari l’esperienza dipende anche dalla struttura materiale e dall’ordine delle pagine. La ricerca tocca il design, ma pone una domanda pienamente artistica: come possono forme, materiali e gesti produrre significato? [Fonte 3]

3. Un caso preciso, senza confondere tutta la serie

Un esempio documentato è Libro illeggibile N.Y. 1, del 1967, progettato per il Museum of Modern Art di New York. La biblioteca del Massachusetts College of Art and Design ne presenta un esemplare e riporta informazioni del colophon, cioè la nota editoriale che identifica una pubblicazione. La scheda descrive un discorso visivo che prende il posto del racconto affidato alle parole. [Fonti 1–2]

Un altro caso è Libro illeggibile bianco e rosso, del 1953. Le pagine bianche e rosse tagliate, documentate nelle fonti, aiutano a capire che il colore e la forma del foglio non sono uno sfondo neutro. Sfogliando, la relazione tra ciò che copre e ciò che rimane visibile cambia. Non bisogna trasferire automaticamente le caratteristiche di questa edizione a tutti i Libri illeggibili. [Fonte 2, p. 361, nota 4 e p. 362, nota 5]

Per osservare un esemplare, apri la galleria della Fonte 1. Le riproduzioni online permettono di studiare alcuni stati del libro, ma non di sentire la carta né di ricostruire con certezza ogni gesto della consultazione. Non dedurre spessore, consistenza o ordine completo da una sola fotografia. Se un esemplare originale è disponibile in biblioteca o in mostra, segui le indicazioni di conservazione: l’invito alla lettura non autorizza a manipolarlo liberamente.

Quattro domande per guardare una pagina

Che cosa vedo ora? Descrivi colori, margini e forme effettivamente visibili, senza partire da “mi piace” o “non mi piace”.

Che cosa è coperto? Distingui la pagina che stai voltando dalle parti di quelle sottostanti. Un vuoto nel foglio può lasciar apparire un’altra superficie.

Che cosa cambia dopo il gesto? Confronta due aperture. Una forma può scomparire, allargarsi o cambiare relazione con le altre, anche senza che sulla carta sia stato aggiunto un disegno.

Quale effetto posso motivare? “Qui il ritmo accelera” è un’interpretazione: per sostenerla devi indicare un elemento, per esempio l’alternarsi più ravvicinato di pagine brevi. Un altro osservatore può proporre una lettura diversa, purché collegata a ciò che si vede.

4. Il piccolo vocabolario che serve

La sequenza è l’ordine in cui incontriamo le pagine. Se lo cambiamo, cambia l’esperienza. Il ritmo visivo nasce da ripetizioni e variazioni: un colore ritorna, una forma si interrompe, un grande spazio vuoto segue una zona più fitta.

La sovrapposizione avviene quando una parte sta davanti a un’altra. Non equivale alla trasparenza: un foglio opaco può sovrapporsi a un secondo foglio e nasconderlo; un foglio traslucido può lasciarlo intravedere solo parzialmente. Per descrivere il risultato è meglio osservare il materiale concreto, non attribuirgli proprietà che non abbiamo verificato.

Il vuoto non è necessariamente una mancanza da riempire. Può essere una superficie lasciata libera oppure un’apertura nella pagina: sono due situazioni diverse. Entrambe possono orientare lo sguardo, ma soltanto un’apertura permette di vedere materialmente attraverso quel punto.

Il materiale comprende proprietà come opacità, consistenza e flessibilità. Il libro non comunica soltanto con ciò che rappresenta: anche il modo in cui è costruito contribuisce all’esperienza. Questo aspetto della ricerca di Munari è analizzato nello studio di Marnie Campagnaro. [Fonte 2, pp. 359–363]

5. Laboratorio: una sequenza che cambia davvero

Realizza un piccolo libro sperimentale ispirato alla domanda di Munari, non una copia di un suo esemplare. L’attività seguente è una proposta didattica originale: non è un esercizio storico attribuito all’artista.

Materiali: sei fogli o cartoncini leggeri, due o tre colori a scelta, una copertina, matita, forbici a punta arrotondata, due anelli apribili da rilegatura, predisposti e chiusi dal docente. Se usi carta traslucida, scegline una adatta all’attività e già disponibile. Non servono cutter, colle a caldo o rilegature con ago. Il docente prepara due fori allineati nel margine sinistro di ogni foglio e della copertina, verifica che gli anelli consentano lo sfoglio e controlla che non restino parti appuntite; chi ha difficoltà nel ritaglio può lavorare con fogli già preparati, pieghe o strappi controllati.

Organizzazione dei 100 minuti: prima lezione, 15 minuti di contesto e osservazione delle fonti, 10 di prove, 10 di progetto e 15 di realizzazione; seconda lezione, 10 minuti per completare la realizzazione, 10 di prova a coppie, 10 di restituzione, 10 per gli esercizi A e B, 10 per riordino e confronto conclusivo. Gli esercizi C–F sono facoltativi, selettivi o da completare a casa, non lavoro aggiuntivo compreso nei 100 minuti. La scansione presuppone materiali distribuiti e fogli preforati dal docente.

Primo momento — prove, 10 minuti. Affianca due colori e poi sovrapponili lasciando visibile soltanto una striscia di quello inferiore. Annota che cosa cambia. Ripeti con un foglio più corto. Non valutare soltanto se il risultato è “bello”: cerca un effetto riconoscibile.

Secondo momento — progetto, 10 minuti. Scegli un’intenzione semplice: attesa e sorpresa, apertura e chiusura, oppure una crescita seguita da una pausa. Disegna sei piccoli rettangoli sul quaderno: saranno il progetto delle sei pagine. Indica colori e parti da accorciare o ritagliare. Lascia un margine per la rilegatura; evita tagli che stacchino la pagina.

Terzo momento — realizzazione, 25 minuti. Impila i sei fogli nell’ordine progettato, aggiungi la copertina e allinea i fori. Il docente inserisce e chiude i due anelli; prima di procedere verifica con te che ogni pagina ruoti senza staccarsi o strapparsi. Non tagliare la zona dei fori. Crea almeno una ripetizione e una variazione. Fai in modo che almeno un cambiamento dipenda dal voltare una pagina, non soltanto dal guardare una pagina isolata. Non occorrono parole nelle sei pagine; scrivi il tuo nome e la spiegazione su un foglio separato.

Quarto momento — prova con un compagno, 10 minuti. Il compagno sfoglia senza leggere prima la tua intenzione. Ti indica un cambiamento osservato e il punto in cui lo ha notato. Poi confrontate osservazione e progetto. Se il risultato è diverso dal previsto, modificate una sola variabile, per esempio l’ordine di due fogli: potrete capire meglio che cosa ha prodotto il cambiamento.

Quinto momento — restituzione, 10 minuti. Completa: “Volevo ottenere…; ho usato…; il cambiamento si nota quando…; dopo la prova ho modificato…”. La scansione proposta include introduzione, esercizi selezionati e riordino. Le due lezioni possono essere adattate alla classe.

6. Esercizi

A. Capire il termine

Uno studente dice: “I Libri illeggibili sono libri con lettere cancellate: il nostro compito è ricostruirle”. Spiega l’errore in tre o quattro righe e indica due elementi che possono comunicare al posto delle parole.

B. Serie ed esemplare

Associa le tre informazioni al riferimento corretto: 1949, 1953, 1967. I riferimenti sono: avvio dei Libri illeggibili; Libro illeggibile bianco e rosso; Libro illeggibile N.Y. 1. Spiega poi perché non possiamo assegnare il 1949 a ogni volume della serie.

C. Dato o interpretazione?

Classifica il tipo di enunciato: descrizione verificabile in presenza dell’oggetto oppure interpretazione da argomentare. Non hai un modello da osservare: non devi stabilire se le descrizioni siano vere, ma se potrebbero essere controllate guardando l’oggetto: 1. “Il foglio davanti è più corto di quello dietro”. 2. “Questa apertura mi dà un senso di attesa”. 3. “Attraverso il ritaglio si vede il foglio rosso”. 4. “Il rosso significa necessariamente rabbia per tutti”. Una frase contiene inoltre una generalizzazione non giustificata: quale?

D. Ragionare su un modello

Immagina tre fogli opachi rilegati a sinistra, tutti alti 15 cm e allineati sul lato della rilegatura. Il primo è blu e largo 5 cm; il secondo è bianco e largo 10 cm; il terzo è rosso e largo 15 cm. Li guardi frontalmente con il libro chiuso, senza copertina: il blu è davanti al bianco, che è davanti al rosso. Quali colori vedi da sinistra verso destra? Che cosa cambia nell’area dei fogli ancora sulla destra quando volti il blu a sinistra? Considera solo i fogli rimasti a destra, non il retro del foglio voltato.

E. Una scelta motivata

Vuoi ottenere una sorpresa dopo tre aperture abbastanza simili. Proponi una scelta concreta per la quarta apertura. Spiega quale elemento mantieni e quale cambi. Non usare frasi generiche come “faccio qualcosa di creativo”.

F. Uscita dalla lezione

In cinque righe rispondi: “Perché questo percorso appartiene alla storia dell’arte e non è soltanto un lavoretto di carta?”. Usa almeno un riferimento storico e un elemento della costruzione del libro.

7. Soluzioni commentate

A. L’errore è pensare a un testo danneggiato da recuperare. Nei Libri illeggibili il centro della ricerca è la comunicazione visiva e materiale del libro. Si possono citare colore, taglio, sovrapposizione e sequenza. Non basta rispondere “non ci sono parole”: bisogna spiegare che la loro assenza apre un’altra esperienza.

B. 1949: avvio della ricerca; 1953: Libro illeggibile bianco e rosso; 1967: Libro illeggibile N.Y. 1. Una serie può svilupparsi per molti anni e comprendere opere o edizioni con date differenti. Il 1949 indica l’inizio, non la data universale di ogni esemplare. Le date vanno sempre collegate al riferimento nominato.

C. Le frasi 1 e 3 sono formulazioni descrittive controllabili in presenza dell’oggetto, non fatti già dimostrati dall’esercizio; la 2 è un’interpretazione personale che va collegata a indizi. La 4 propone un significato, quindi non è una descrizione, e lo rende ingiustificatamente necessario e universale. Un colore non ha lo stesso significato obbligatorio per ogni persona e in ogni contesto.

D. Prima si vedono tre fasce: blu nei primi 5 cm, bianco dai 5 ai 10 cm, rosso dai 10 ai 15 cm. Voltando il blu, a destra compare il bianco anche nei primi 5 cm: il bianco occupa ora l’intera fascia da 0 a 10 cm, mentre il rosso rimane visibile da 10 a 15 cm. Non è cambiato il colore dei fogli: è cambiata la parte coperta. Le misure servono a descrivere il modello didattico, non un’opera reale di Munari.

E. Esempio possibile: ripeto nelle prime tre aperture una piccola striscia rossa sul margine, poi nella quarta lascio apparire una grande pagina rossa. Mantengo il colore e cambio l’estensione visibile. Un’altra soluzione può intervenire su forma o vuoto. Non esiste una sola risposta corretta: conta che il cambiamento sia preciso e coerente con l’intenzione.

F. Risposta possibile: “Munari avvia i Libri illeggibili nel 1949, nel contesto delle ricerche artistiche del Novecento. Non usa il libro soltanto per contenere un testo. Il taglio e l’ordine delle pagine trasformano ciò che il lettore vede mentre sfoglia. Il laboratorio ci aiuta a capire queste scelte, ma non sostituisce lo studio delle opere e del loro contesto”. Sono accettabili formulazioni diverse che colleghino storia e osservazione.

Come valutare il laboratorio

Si possono assegnare 0–2 punti a ciascuno di quattro aspetti: relazione riconoscibile fra intenzione e scelte; uso effettivo della sequenza; descrizione di almeno un cambiamento osservato; revisione motivata dopo la prova. Totale: 8 punti. Per ogni aspetto: 0 = non documentato; 1 = presente ma parziale; 2 = chiaro e sostenuto da un esempio. Non si valuta il costo dei materiali né la sola precisione manuale. Gli adattamenti concordati con il docente non riducono il punteggio.

8. Da ricordare

Munari non ci chiede di indovinare una frase nascosta. Ci invita a notare che il libro è anche un oggetto fatto di materiali, successioni e gesti. Nei Libri illeggibili sfogliare modifica l’immagine che incontriamo. Per parlarne bene dobbiamo distinguere dati e interpretazioni, la serie e il singolo esemplare, il progetto storico e il nostro esperimento in classe.

Fonti per approfondire e controllare

1. Massachusetts College of Art and Design, Artists’ Books at MassArt, “Libro Illeggibile N.Y. 1 by Bruno Munari”. Scheda pubblicata il 28 settembre 2011; localizzatori: titolo, trascrizione del colophon che inizia “This is a unique book…”, galleria fotografica e nota “40 unnumbered pages”. Documenta l’esemplare N.Y. 1 e la storia iniziale richiamata nel colophon. Apri la scheda e le immagini.

2. Marnie Campagnaro, “Materiality in Bruno Munari’s Book Objects: The Case of Nella notte buia and I Prelibri”, Libri & Liberi, 8(2), 2019, pp. 359–379. DOI: 10.21066/carcl.libri.8.2.7. Localizzatori pertinenti: pp. 359–360 per materiali e libro-oggetto; p. 361 per Libri illeggibili, avvio nel 1949 e trasformazioni sfogliando; p. 361, nota 4 per titoli e date 1953/1967; p. 362, nota 5 per il bianco e rosso; p. 363 per rapporto fra colore e materiale. Lo studio tratta soprattutto altri due progetti di Munari: qui si usa soltanto il suo quadro storico e materiale pertinente ai Libri illeggibili. Leggi il testo nel deposito dell’Università di Padova.

3. Parsons, School of Art, Media, and Technology, “Bruno Munari: Unreadable books”, presentazione della conferenza di Alessandro Colizzi, 5 ottobre 2011. Localizzatori: paragrafo che comincia “Starting in 1949…”; passaggi “research artefacts” e “more akin to artist’s books”. Chiarisce la ricerca visiva, il legame con le avanguardie e la posizione fra arte e design. Leggi la presentazione.

Le fonti appartengono a tre istituzioni distinte; non vanno confuse con tre testimonianze primarie autonome: la scheda MassArt trascrive anche il colophon. Il laboratorio, il modello a tre fogli e le soluzioni sono elaborazioni didattiche originali. Le riproduzioni delle opere sono consultabili nelle fonti e non sono incorporate in questo materiale.

Revisione docente e prova in classe: aperte