Scarica il PDF stampabile: lezione, attività e soluzioni
Musica · Scuola media
Proposta per la seconda media, adattabile alle altre classi. Tempo indicativo: 45 minuti. Non serve leggere il pentagramma.
Un coro di venti persone può eseguire una sola linea musicale. Un pianista, da solo, può farne sentire più di una. Per capire come è costruita la musica, quindi, contare gli esecutori non basta: bisogna capire che cosa fanno.
Scheda in breve
| Trama | Che cosa succede | La domanda utile |
|---|---|---|
| Monofonia | Una sola linea melodica, senza accompagnamento. Può essere eseguita anche da più persone all’unisono. | Stanno seguendo tutti la stessa melodia? |
| Omofonia | Nel caso che studiamo, una melodia emerge e altre parti la accompagnano. | Qual è la melodia in primo piano? Che cosa la sostiene? |
| Polifonia | Due o più linee melodiche autonome si intrecciano nello stesso momento. | Riesco a seguire più di un percorso melodico? |
Da ricordare: il numero degli strumenti, il volume e il numero delle linee musicali sono cose diverse. Le tre categorie sono un primo orientamento, non un elenco completo di tutte le trame possibili.
Che cosa significa “trama musicale”
Immagina di seguire con il dito il percorso di una melodia: una nota sale, un’altra scende, una si ferma più a lungo. Ora immagina che, mentre questa linea continua, ne entri un’altra. Può limitarsi a sostenerla oppure proporre un proprio percorso.
Chiamiamo trama musicale, o texture, il modo in cui le parti di un passaggio si combinano e si rapportano fra loro. In questa lezione la parola voce indica una parte musicale: può essere cantata, ma anche suonata. Non coincide per forza con una persona. [1]
La domanda di partenza non è «quanti musicisti ci sono?», ma «quali linee riconosco e che rapporto hanno?». [1–2]
Monofonia: una linea condivisa
Una persona canta una melodia senza accompagnamento: è un esempio di monofonia. Se altre persone si aggiungono e cantano le stesse note nello stesso momento, all’unisono, la linea resta una. Sono aumentati gli esecutori, non i percorsi melodici. [1–2]
Pensa a una fila di persone che ripassa esattamente lo stesso tratto su un foglio. La traccia può diventare più evidente, ma non si è trasformata in due disegni diversi. Il paragone aiuta a capire il rapporto fra le parti; non descrive tutte le caratteristiche del suono.
Omofonia: una melodia e il suo sostegno
Una voce canta una melodia e una chitarra la accompagna con accordi: nel caso descritto c’è una linea in primo piano e un sostegno armonico. È una forma di omofonia, chiamata melodia con accompagnamento. Un accordo mette insieme più note, ma non per questo ogni nota diventa una melodia autonoma. [1–2]
L’accompagnamento può avere un ritmo diverso da quello della melodia: non deve colpire sempre negli stessi istanti. Inoltre l’omofonia non si limita al cantante con la chitarra. Può comprendere parti che procedono insieme, con ritmi uguali o molto simili, formando accordi. Qui lavoriamo soprattutto sul caso più facile da riconoscere: melodia e accompagnamento. [1–2]
Polifonia: più percorsi insieme
Nella polifonia si sovrappongono linee melodiche con una propria autonomia. Per esempio, una linea può proseguire mentre un’altra entra, si ferma o cambia direzione. Non stiamo soltanto ascoltando una melodia raddoppiata da un altro strumento. [1–2]
“Autonome” non significa scollegate o suonate a caso: le parti sono combinate fra loro. Non occorre neppure che siano sempre diverse in tutto. L’importante è il loro comportamento nel passaggio: ciascuna ha un percorso melodico riconoscibile, non soltanto il compito di sostenere una melodia principale. [1–2]
Tre errori da evitare
“Ci sono due strumenti, quindi è polifonia.” Non necessariamente. Potrebbero eseguire la stessa melodia all’unisono, oppure una melodia con accompagnamento. [1–2]
“Le parti hanno ritmi diversi, quindi è polifonia.” È un indizio da esaminare, non una prova sufficiente: anche un accompagnamento può avere un ritmo diverso dalla melodia. [1, 3]
“Questo brano è tutto uguale.” La trama può cambiare: un passaggio può cominciare con una linea sola e proseguire con un accompagnamento o con più linee autonome. Conviene precisare quale tratto si sta descrivendo. [1, 3]
Laboratorio · Tre scene da ricostruire
Questa è un’attività di analisi testuale, non una prova d’ascolto. Le scene sono inventate per la lezione: non rimandano a registrazioni, canzoni o spartiti da cercare. Non servono cuffie, strumenti o esecuzioni. Leggi le descrizioni e usa soltanto gli indizi forniti.
Scena 1 · Tutti sulla stessa strada
Quattro flauti iniziano e finiscono insieme. In ogni momento eseguono le stesse note, alla stessa altezza e con le stesse durate. Non c’è nessun’altra parte.
Scena 2 · Una linea in primo piano
Una cantante esegue una melodia. Un pianoforte la sostiene con accordi ripetuti. La descrizione precisa che questi accordi hanno funzione di accompagnamento e non costituiscono una seconda melodia autonoma.
Scena 3 · Due percorsi che si incontrano
Due strumenti eseguono insieme due melodie distinte. La prima comincia da sola; poi entra la seconda, mentre la prima continua. Le linee hanno frasi e pause proprie e restano entrambe riconoscibili. Nessuna delle due è un semplice accompagnamento dell’altra.
Il tuo foglio di analisi
Per ogni scena scrivi:
- il nome della trama;
- una frase della descrizione che giustifica la scelta;
- perché il numero degli esecutori, da solo, non sarebbe sufficiente.
Puoi usare questo avvio: «Nella scena … riconosco … perché il testo dice che …». Non aggiungere caratteristiche che non sono state descritte. Se lavori con un compagno, confrontate prima gli indizi e solo dopo il nome della categoria.
Esercizi
1 · Associa. Abbina ciascuna descrizione a monofonia, omofonia o polifonia.
- A. Dodici persone cantano la stessa melodia all’unisono, senza altre parti.
- B. Una melodia di violino è sostenuta da accordi di pianoforte, con funzione di accompagnamento.
- C. Due melodie autonome si sovrappongono; ciascuna ha il proprio fraseggio.
2 · Correggi la frase. «Se suona una sola persona, la musica è sempre monofonica». Spiega l’errore e proponi un caso possibile.
3 · Vero o falso? Motiva in poche parole.
- A. Nella monofonia deve esserci per forza un solo esecutore.
- B. Una melodia con accompagnamento può avere ritmi diversi fra le parti.
- C. Per parlare di polifonia basta sentire un suono più forte degli altri.
- D. La trama può cambiare nel corso di un brano.
4 · Il dato che manca. Sai soltanto che in un passaggio suonano due flauti. Puoi stabilire la trama? Scrivi due domande utili per capirla.
5 · Segui il cambiamento. In un pezzo inventato, all’inizio si sente una melodia sola, senza accompagnamento. Poi entrano accordi che la sostengono. Nel tratto finale gli accordi cessano e si aggiunge una seconda melodia autonoma, mentre la prima continua. Indica la trama dei tre tratti e l’indizio decisivo per ciascuno.
6 · Cambia l’organizzazione, non il volume. Parti dalla scena dei quattro flauti. Descrivi una modifica che produca melodia con accompagnamento e una che produca polifonia. Non basta dire «suonano più forte» o «entra un altro strumento»: precisa il compito delle parti.
Soluzioni ragionate
Laboratorio
Scena 1: monofonia. L’indizio è «le stesse note, alla stessa altezza e con le stesse durate», senza altre parti. Quattro esecutori condividono una sola linea.
Scena 2: omofonia, nel tipo melodia con accompagnamento. L’indizio è la funzione dichiarata degli accordi: sostengono la melodia. La presenza di cantante e pianoforte non basta, da sola, per stabilire il rapporto fra le parti.
Scena 3: polifonia. L’indizio è la presenza contemporanea di «due melodie distinte», con frasi e pause proprie. Non basta sapere che ci sono due strumenti: conta che eseguano linee autonome.
Esercizi
1. A: monofonia; B: omofonia; C: polifonia. In A più persone condividono una linea; in B c’è una melodia sostenuta da accordi; in C si intrecciano due percorsi melodici autonomi.
2. La frase è falsa: una persona può produrre più parti musicali. Un pianista, per esempio, può eseguire una melodia con una mano e accompagnarla con accordi con l’altra. Nel caso descritto il risultato è omofonico, anche se l’esecutore è uno solo.
3. A: falso, possono esserci più esecutori all’unisono. B: vero, l’accompagnamento non deve avere necessariamente il ritmo della melodia. C: falso, il volume non dimostra l’autonomia delle linee. D: vero, passaggi diversi possono avere organizzazioni diverse.
4. No, gli strumenti non bastano. Due domande possibili: «Eseguono la stessa melodia all’unisono?» e «Se le parti sono diverse, una accompagna l’altra oppure entrambe hanno un percorso melodico autonomo?». Sono valide altre domande che chiariscano questi rapporti.
5. Primo tratto: monofonia, una sola melodia senza accompagnamento. Secondo: omofonia, la melodia è sostenuta da accordi. Terzo: polifonia, due melodie autonome procedono insieme. La descrizione riguarda tre tratti dello stesso pezzo, non tre etichette da assegnare contemporaneamente all’intero brano.
6. Una risposta possibile per l’omofonia: «Un flauto mantiene la melodia; gli altri tre la sostengono formando accordi, senza proporre melodie autonome». Una risposta possibile per la polifonia: «Due flauti mantengono la prima melodia e gli altri due eseguono insieme una seconda melodia autonoma, mentre la prima continua». Sono valide soluzioni diverse se spiegano il ruolo delle parti e la loro sovrapposizione.
Ripassa in una frase
Non contare soltanto chi suona: chiediti se c’è una linea condivisa, una melodia sostenuta da altre parti oppure più melodie autonome che si intrecciano.
Fonti per approfondire
[1] Samuel Brady e Chelsey Hamm, Open Music Theory, “Texture”. Definizione iniziale e sezioni “Monophony”, “Homophony”, “Homorhythm”, “Melody and Accompaniment”, “Polyphony”; paragrafo conclusivo sui cambi di trama. Leggi il capitolo.
[2] The Open University, Discovering music through listening, settimana 4, § 1.2, “Monophonic, polyphonic and homophonic textures”. Paragrafo introduttivo e discussione dopo “Activity 2”, in particolare l’esempio di parti che formano accordi. Leggi la sezione.
[3] Craig Cummings, Ithaca College, “Texture”. Introduzione sui cambi di trama; “Homophony”, parte II, “Melody and accompaniment”, esempi di accordi tenuti, ripetuti e interventi ritmici; esempio delle mani del pianista nel paragrafo “textural inversion”. Leggi la pagina.
Definizioni rielaborate in italiano; scene, domande e soluzioni originali. Non sono riprodotti audio, immagini, testi di canzoni o spartiti delle fonti. La consegna scritta permette di valutare l’analisi delle descrizioni, non dimostra da sola una capacità d’ascolto.
Materiale da sottoporre a revisione docente e prova in classe.