Lisbona 1755: ricostruire una città, organizzare il potere

Scarica la lezione, il laboratorio e gli esercizi (PDF studenti, 5 pagine)

Scarica le soluzioni commentate e la guida docente (PDF, 3 pagine)

Ricostruire una città, organizzare il potere

Storia · Classe seconda della scuola secondaria di primo grado
Domanda guida: dopo una catastrofe, chi decide come cambia una città?

In breve

Il 1° novembre 1755 un terremoto colpì Lisbona, capitale del Portogallo. Alla distruzione contribuirono anche uno tsunami e gli incendi. Il governo di re José I, con il ministro Carvalho e Melo, organizzò la risposta. Nel 1756 un questionario raccolse informazioni sul disastro. Nel 1758 fu approvato un piano di ricostruzione: nella Baixa, la parte bassa del centro, prese forma una rete regolare di strade. Ma approvare un piano non significava avere già ricostruito la città.

1. Il giorno in cui la città cambiò

Nel Settecento Lisbona era un importante porto, collegato ai commerci dell’impero coloniale portoghese. Il suo centro ospitava abitazioni, chiese, attività commerciali e sedi del potere. Non era soltanto un insieme di edifici: era una rete di persone, lavori e collegamenti.

La mattina del 1° novembre 1755 forti scosse fecero crollare molti edifici. Il disastro non si esaurì con il terremoto. Onde di tsunami colpirono la zona sul fiume Tago; gli incendi si diffusero e continuarono per giorni. Per questo non basta immaginare un unico momento di distruzione: si combinarono pericoli diversi. [1, 4, 5]

La perdita di case e luoghi di lavoro rese urgente trovare riparo e rifornimenti. La domanda non era solo «che cosa è caduto?», ma anche «come può riprendere la vita della città?».

Una distinzione importante

Il terremoto è un fenomeno naturale. Le decisioni su soccorsi, raccolta delle informazioni e ricostruzione sono invece azioni umane, che possiamo studiare attraverso documenti e scelte politiche. Non erano conseguenze già scritte: le autorità dovettero scegliere che cosa fare.

Parole utili: catastrofe = evento con danni gravissimi; tsunami = serie di onde generate da un grande spostamento dell’acqua; ricostruzione = processo per rifare edifici, spazi e servizi danneggiati.

2. L’emergenza non è ancora la ricostruzione

Il Portogallo era governato da re José I. Il ministro Sebastião José de Carvalho e Melo, noto in seguito come marchese di Pombal, ebbe un ruolo centrale nella risposta alla catastrofe. Per il 1755 lo chiameremo semplicemente Carvalho e Melo: il titolo con cui è diventato famoso è successivo. [1, 2]

Assistere i sopravvissuti, procurare viveri, rimuovere le macerie e mantenere l’ordine erano compiti urgenti. Non coincidevano però con il progettare una nuova città. Il governo intervenne con ordini e controlli: non si trattò di una decisione presa attraverso un voto di tutti gli abitanti. [1]

3. Conoscere i danni per decidere

Nel 1756 le autorità fecero circolare un questionario attraverso vescovi e parroci. Le domande riguardavano le scosse, gli edifici danneggiati, i cambiamenti delle acque, le persone e i soccorsi. Raccogliere osservazioni in luoghi diversi aiutava a capire l’estensione del disastro e a governarne le conseguenze. [1, 3]

Un questionario, però, non è una macchina che produce automaticamente risposte esatte. Chi risponde può avere informazioni incomplete. Per gli storici contano sia le notizie raccolte sia le condizioni in cui furono raccolte. Fare una domanda non dimostra già quale sarà la risposta.

4. Disegnare un nuovo centro

Il piano di ricostruzione, elaborato sotto la direzione dell’ingegnere Manuel da Maia, fu approvato nel 1758. Nella Baixa venne progettata una trama ortogonale: strade disposte secondo una griglia, con incroci ad angolo retto. Il progetto collegava spazi importanti come il Rossio e la Praça do Comércio, la Piazza del Commercio. [1, 2]

Organizzare strade, piazze ed edifici pubblici significava rispondere a bisogni pratici, ma anche dare una forma visibile all’autorità dello Stato. La ricostruzione non fu soltanto una questione di muratori: fu anche una scelta su come organizzare il centro della capitale. [1, 2]

Attenzione alle date: il 1758 indica l’approvazione del piano, non il completamento della città. Fra un progetto, le regole per realizzarlo e gli edifici costruiti passa del tempo.

Da ricordare: emergenza, indagine e ricostruzione sono fasi diverse; alcune attività possono svolgersi contemporaneamente.

Laboratorio · Le date non fanno tutto

A coppie · 15 minuti. Leggete le carte, ricostruite la cronologia e spiegate che cosa le date permettono — o non permettono — di concludere.

Le carte sono sintesi didattiche moderne ricavate dagli studi indicati: non sono documenti del Settecento, né parole pronunciate dai protagonisti.

Carta Informazione da collocare
A 1758: viene approvato il piano di ricostruzione diretto da Manuel da Maia.
B 1756: un questionario raccoglie osservazioni sul terremoto, sulle acque, sui danni e sui soccorsi.
C 1° novembre 1755: Lisbona viene colpita dal terremoto; al disastro contribuiscono tsunami e incendi.
D Dopo la catastrofe del 1755: il governo organizza assistenza, rifornimenti, sgombero e ordine pubblico. La carta non indica una data di conclusione.

L1 · Costruite la linea del tempo

Scrivete le lettere nell’ordine di avvio degli eventi. Riportate almeno tre date. Sopra la linea annotate scosse e tsunami; sotto, gli interventi delle autorità. Gli incendi sono altri effetti del disastro: non attribuite loro automaticamente un’origine naturale.

L2 · Prima non significa «unica causa»

Un compagno dice: «Il questionario viene prima del piano: quindi il piano dipese soltanto dalle risposte al questionario». La cronologia basta a dimostrarlo? Rispondete distinguendo ordine nel tempo e spiegazione delle cause.

L3 · Si poteva fare una cosa alla volta?

La carta D permette di affermare che tutti i soccorsi erano terminati prima del questionario? Indicate quale informazione manca. Poi spiegate perché attività diverse possono sovrapporsi.

L4 · Quale notizia è documentata?

Scegliete la conclusione sostenuta dalla carta A: a) Nel 1758 tutta Lisbona era ricostruita. b) Nel 1758 era stato approvato un piano. Motivate in una frase.

Per lavorare con più aiuto: cerchiate prima gli anni; usate «prima», «in seguito» e «non sappiamo quando finì». Fonti delle carte: C [1, 4, 5]; D [1]; B [1, 3]; A [1, 2].

Esercizi · Capire e distinguere

Nome e cognome: ________ Classe: ____ Data: ____

1 · Completa la sintesi

Usa una volta ciascuna espressione: 1756 · incendi · 1758 · terremoto · tsunami · approvazione.

Il 1° novembre 1755 Lisbona fu colpita da un ________. Alla distruzione contribuirono anche uno ________ e gli ________. Nel ________ fu promossa un’inchiesta. Il ________ è l’anno di ________ del piano, non la data in cui tutta la città era già ricostruita.

2 · Vero o falso? Correggi le frasi false

a. Il disastro di Lisbona fu provocato soltanto dal crollo degli edifici durante le scosse. V / F

b. Nel 1756 le autorità cercarono informazioni anche fuori dalla sola città di Lisbona. V / F

c. Il piano del 1758 fu approvato con un voto di tutti gli abitanti. V / F

3 · Fenomeno naturale o decisione umana?

Scrivi N per il fenomeno naturale e U per la decisione o azione umana.

Gli incendi non sono inclusi nella tabella: la loro origine non può essere dedotta dalla sola presenza di un terremoto.

Caso N oppure U
Le scosse del terremoto ______
L’invio del questionario ai parroci ______
Le onde dello tsunami ______
L’approvazione di una griglia di strade per la Baixa ______

In due frasi spiega perché la distinzione serve a chi studia la storia della città.

Esercizi · Ragionare come uno storico

4 · Un progetto non è il risultato finale

Correggi questo titolo di giornale immaginario: «1758: Lisbona interamente ricostruita!». Scrivi un titolo attendibile e spiega, in due frasi, quale errore contiene quello iniziale.

5 · Tre domande utili, nessuna risposta inventata

Se dovessi raccogliere informazioni dopo la catastrofe, che cosa chiederesti? Scrivi tre domande diverse: una sugli edifici, una sulle acque e una sui soccorsi. Poi scegli una domanda e spiega una difficoltà che una persona dell’epoca avrebbe potuto incontrare nel rispondere con precisione. Non inventare dati o testimonianze.

Edifici:

Acque:

Soccorsi:

Difficoltà di risposta:

6 · Risposta alla domanda guida

In 5–7 righe spiega perché ricostruire Lisbona fu anche un’azione politica. Usa almeno due informazioni della lezione; distingui un bisogno della popolazione da una decisione delle autorità. Non basta scrivere che «il terremoto cambiò tutto».

Per ritrovare le informazioni

I numeri nel testo rinviano alle fonti e ai locatori essenziali riportati qui sotto.

[1] A. C. Araújo, The 1755 Lisbon Earthquake, «Storicamente» 17 (2021): articolo. [2] Património Cultural, Lisboa Pombalina, «Descrição Geral / Nota Histórico-Artística»: scheda ufficiale. [3] J. A. dos Santos Alves, O Marquês de Pombal e a mudança de paradigma, «Cultura» 22 (2006), §§ 7–19: studio. [4] Berkeley Seismological Laboratory, Today in Earthquake History: Lisbon 1755, primo paragrafo: pagina. [5] R. Barkan e altri, Far field tsunami simulations…, record USGS, «Abstract»: riscontro scientifico.

Soluzioni commentate e guida per il docente

Soluzioni commentate e guida per il docente

Destinatari: classe seconda della secondaria di primo grado.
Durata proposta: circa 65 minuti, adattabile dal docente.
Prerequisiti: saper collocare il Settecento; conoscere in termini essenziali monarchia, capitale e porto. Non servono conoscenze tecniche di sismologia.

Obiettivi osservabili

Al termine dell’attività lo studente dovrebbe saper distinguere evento naturale e risposta politica; ordinare i principali passaggi dal 1755 al 1758; non confondere approvazione e realizzazione; formulare domande storicamente pertinenti e riconoscere un limite delle informazioni disponibili.

Una scansione possibile

Dedicate 5 minuti alla domanda guida, 15 alla lettura delle prime due pagine, 15 al laboratorio a coppie, 20 agli esercizi scelti e 10 al confronto finale. Gli esercizi non svolti possono essere ripresi in un secondo momento. I tempi sono una proposta, non l’esito di una prova in classe.

Soluzioni del laboratorio

L1. Ordine di avvio: C → D → B → A. Date: 1° novembre 1755, risposta dopo la catastrofe del 1755, inchiesta del 1756, approvazione del piano nel 1758. Sopra la linea: scosse e tsunami della carta C; sotto: D, B, A. La carta C include anche gli incendi, che non vanno classificati automaticamente come tutti di origine naturale: qui raggruppa gli effetti del disastro. La linea rappresenta gli inizi e i riferimenti datati, non una sequenza di attività che terminano prima dell’avvio della successiva.

L2. No: un evento precedente non è per questo l’unica causa di un evento successivo. L’inchiesta raccolse informazioni; il piano dipese anche da scelte del governo e dal lavoro degli ingegneri. Le sole carte non permettono di misurare quanto ogni risposta abbia influito sul piano. Non chiedere allo studente di attribuire al questionario un ruolo causale esclusivo non dimostrato.

L3. No: manca una data di conclusione dei soccorsi. Raccolta delle informazioni e assistenza possono svolgersi nello stesso periodo. La risposta corretta distingue una possibilità di sovrapposizione da una prova puntuale sulla durata di ogni intervento.

L4. b. La carta A attesta l’approvazione di un piano, non la ricostruzione completa. Approvare stabilisce una decisione; realizzare richiede lavori, risorse e tempo.

Accessibilità e mediazione

Anticipare il lessico; consentire la lettura condivisa e risposte orali; far cerchiare gli anni prima di ordinare le carte. Per L2 offrire l’avvio «Sapere che B viene prima di A non dimostra che…». Nella domanda 6 accettare una risposta breve ma con due prove pertinenti. Non usare immagini impressionanti o chiedere esperienze personali legate a terremoti.

Soluzioni degli esercizi 1–4

1 · Completa la sintesi

terremoto; tsunami; incendi; 1756; 1758; approvazione.

Commento: i primi tre termini descrivono il disastro; le ultime tre risposte distinguono l’inchiesta e la decisione urbanistica. Se vengono invertiti 1756 e 1758, tornare alle carte B e A, non limitarsi a far memorizzare due numeri.

2 · Vero o falso?

a. Falso. Non contribuirono soltanto i crolli: vi furono anche tsunami e incendi. È sufficiente citare questi due elementi senza inventare un conteggio dei danni.

b. Vero. Il questionario passò attraverso una rete di vescovi e parroci in più località del regno. Non era una raccolta di informazioni riservata al solo centro della capitale.

c. Falso. Il piano fu una decisione delle autorità monarchiche, elaborata con gli ingegneri. La lezione non documenta un voto di tutti gli abitanti e non va trasferito al Settecento il funzionamento di una consultazione democratica contemporanea.

Commento: per le frasi false occorre una correzione, non basta la lettera F. Per b non è necessaria una lista delle località.

3 · Fenomeno naturale o decisione umana?

Nell’ordine: N, U, N, U.

Esempio di spiegazione: «Le scosse e le onde non furono decise dal governo. Il questionario e il piano, invece, furono scelte delle autorità: studiarle aiuta a capire come gli esseri umani risposero al disastro».

Commento: non chiediamo di separare completamente natura e società. La distinzione serve a non presentare l’organizzazione della città ricostruita come effetto inevitabile del sisma. Il terremoto non “disegnò” le nuove strade.

4 · Un progetto non è il risultato finale

Titolo possibile: «1758: approvato il piano per ricostruire Lisbona».

Spiegazione possibile: «Il titolo iniziale scambia una decisione per un risultato già raggiunto. L’approvazione del piano non dimostra che tutti i lavori fossero finiti nel 1758».

Commento: sono accettabili titoli diversi con lo stesso significato. Evitare di richiedere una data di completamento unica, che il materiale non fornisce. Anche «Lisbona comincia a ricostruire solo nel 1758» sarebbe troppo categorico: attività di emergenza, riparazione e progettazione erano già iniziate prima.

Soluzioni degli esercizi 5–6

5 · Tre domande utili

Esempi di formulazioni accettabili:

  • Edifici: «Quali edifici della località sono crollati o sono rimasti danneggiati?»
  • Acque: «Come è cambiato il livello dell’acqua e quanto è durato il cambiamento osservato?»
  • Soccorsi: «Quali aiuti sono arrivati e quali interventi sono stati organizzati subito dopo la catastrofe?»

Difficoltà possibile: «Una persona potrebbe non aver visto tutti gli edifici della località; perciò non potrebbe contarli con sicurezza». Oppure: «Senza un orologio affidabile sarebbe difficile indicare la durata esatta dei cambiamenti dell’acqua».

Commento: queste sono domande didattiche di esempio, non citazioni letterali del questionario. Accettare altre formulazioni purché osservabili e pertinenti. Non occorre sapere che cosa sia realmente successo in una specifica parrocchia. Una risposta che inventi «120 case crollate» non soddisfa la consegna: un dato deve avere una fonte.

6 · Risposta alla domanda guida

Esempio, non unica risposta corretta: «Dopo il disastro gli abitanti avevano bisogno di riparo e viveri. Il governo di José I, con Carvalho e Melo, organizzò la risposta e raccolse informazioni. Nel 1758 approvò un piano diretto da Manuel da Maia. Nella Baixa furono progettate strade secondo una griglia e importanti spazi pubblici. Ricostruire fu quindi anche un’azione politica: le autorità decisero come organizzare il centro della capitale, non soltanto come rifare le case».

Commento: la risposta collega un bisogno della popolazione a interventi e scelte verificabili. Non afferma che tutti condividessero il progetto o che ogni danno fosse già riparato. Non richiedere la riproduzione dei nomi portoghesi con perfetta ortografia se il ragionamento è chiaro.

Criteri proposti per il feedback

Per la risposta 6, osservare quattro elementi: un bisogno pertinente; due informazioni corrette della lezione; il nesso fra decisioni e organizzazione della città; l’assenza di confusione fra piano approvato e lavori conclusi. Usarli come criteri di restituzione, non come rubrica già sperimentata.

Nell’insieme del lavoro, distinguere l’errore di memoria da quello di ragionamento. Sapere l’anno ma sostenere che «il terremoto scelse la griglia di strade» richiede una ripresa del rapporto fra fenomeno e decisione.

Revisione docente e prova in classe: aperte.