La Grande carestia d’Irlanda, 1845–1852

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Classe: scuola secondaria di primo grado, classe terza
Livello: base-intermedio
Nota editoriale: Revisione docente e prova in classe: aperte

Scheda breve

Domanda guida: come poté una malattia delle patate trasformarsi in una catastrofe sociale e demografica?
In breve: tra il 1845 e il 1852 la peronospora distrusse ripetutamente i raccolti di patate, alimento essenziale per molte famiglie povere irlandesi. La crisi fu aggravata dalla povertà, dalla dipendenza da un solo alimento, dalla struttura della proprietà della terra e da risposte politiche insufficienti e discusse. Fame e malattie provocarono circa un milione di morti secondo una stima comune, mentre milioni di persone lasciarono l’isola nel periodo più ampio della carestia e negli anni successivi.
Parole chiave: peronospora, mezzadro, affittuario, carestia, soccorso pubblico, migrazione.

Spiegazione

Un’isola dentro il Regno Unito

A metà Ottocento l’Irlanda era parte del Regno Unito, ma aveva una società in gran parte rurale e molto povera. Molte famiglie lavoravano piccoli appezzamenti presi in affitto da proprietari terrieri. Alcuni proprietari vivevano lontano dalle terre; altri affidavano la riscossione degli affitti a intermediari. I contadini dovevano pagare il canone e spesso avevano poco denaro o poca terra per affrontare un cattivo raccolto. La situazione non era uguale ovunque: nelle regioni occidentali la povertà e la dipendenza agricola erano particolarmente gravi.

La patata era nutriente e cresceva anche su appezzamenti piccoli. Per questo diventò il cibo quotidiano di moltissimi poveri. Una parte delle famiglie dipendeva quasi interamente dalle patate; altre le mangiavano spesso, insieme ad altri alimenti. In molte zone si coltivavano poche varietà simili. La dipendenza da un alimento così importante, unita alla povertà e alla limitata diversità delle colture, rese la popolazione vulnerabile. Non fu una scelta semplice: la patata consentiva a famiglie senza terra sufficiente di nutrirsi e di sopravvivere.

Il fungo che distrusse i raccolti

Nel 1845 arrivò in Irlanda la peronospora, una malattia causata dall’organismo Phytophthora infestans. Attaccava le foglie e faceva marcire i tuberi, cioè la parte sotterranea della pianta che si mangia. Il tempo fresco e umido favorì la diffusione della malattia. Nel 1845 il raccolto fu in parte perduto; dal 1846 al 1849 le distruzioni furono molto più gravi e ripetute. Alcuni raccolti migliorarono in seguito, ma la crisi non terminò di colpo: fame, malattie, espulsioni e migrazioni continuarono. Per questo i manuali possono indicare date diverse: la fase peggiore viene spesso collocata fra 1845 e 1849, mentre la Grande carestia è spesso datata 1845–1852.

La peronospora spiega il crollo del raccolto di patate, ma non spiega da sola chi poté comprare cibo, chi perse la casa o quanto soccorso ricevette. La carestia non significò che ogni alimento fosse scomparso dall’isola. Si continuò a produrre e a esportare cibo, soprattutto verso la Gran Bretagna. Tuttavia, chi era povero non aveva necessariamente denaro o diritti per acquistarlo. Una disponibilità di cibo sul mercato non garantisce che tutte le persone possano accedervi.

Terra, affitti e decisioni politiche

La maggior parte delle persone colpite non possedeva la terra che coltivava. Quando una famiglia non riusciva a pagare l’affitto, rischiava lo sfratto. Durante la crisi alcuni proprietari espulsero gli affittuari, e centinaia di migliaia di persone persero l’accesso alla casa e al piccolo terreno. Le regole sulla proprietà e sugli affitti, quindi, influenzarono la capacità di resistere alla crisi.

Il governo britannico adottò misure diverse, non sempre efficaci. Il primo ministro Robert Peel acquistò mais dagli Stati Uniti e furono organizzati distribuzione di viveri e lavori pubblici. Il mais, spesso chiamato allora “Indian corn”, non era facile da preparare senza macinarlo e cuocerlo correttamente; inoltre, le quantità e i tempi degli aiuti non bastarono a tutti. Nel 1846 Peel promosse l’abolizione delle tariffe sui cereali, le Corn Laws, ma il cambiamento non risolse la fame in Irlanda. Dopo la caduta di Peel, il governo di Lord John Russell fece maggiore affidamento su lavori pubblici e soccorso locale. Le risposte furono limitate anche da idee economiche che volevano ridurre l’intervento dello Stato e da una scelta politica di trasferire parte del costo del soccorso ai proprietari irlandesi. Alcuni di loro, a loro volta, sfrattarono gli affittuari.

Gli storici discutono il peso delle singole cause e le responsabilità politiche. È importante distinguere un fatto naturale — la malattia delle piante — dalle decisioni umane su proprietà, aiuti, commercio e distribuzione. Non serve ridurre tutto a una sola causa per riconoscere che le politiche e i rapporti di potere influenzarono le conseguenze della crisi.

Morti e partenze

Fame e malnutrizione indebolirono le persone e resero più letali malattie come il tifo. Una stima molto citata parla di circa un milione di morti. Non è un conteggio esatto: i registri dell’epoca erano incompleti e gli studiosi hanno proposto intervalli diversi, in alcuni studi da 800.000 a 1.500.000 morti. Anche le cifre delle migrazioni dipendono dalle date e dalle destinazioni considerate. Milioni di irlandesi emigrarono nel periodo della carestia e negli anni successivi, soprattutto verso gli Stati Uniti, il Canada e la Gran Bretagna. I viaggi potevano essere lunghi e pericolosi; malattie e sovraffollamento colpivano i passeggeri.

La popolazione dell’isola diminuì drasticamente. La migrazione proseguì a lungo anche dopo la fase più grave. La carestia lasciò un segno profondo nella società irlandese e nei rapporti con il governo britannico. Ricordarla significa tenere insieme il disastro agricolo, la povertà, il controllo della terra, le scelte di governo e le decisioni delle persone costrette a partire.

Cronologia essenziale

  • 1845: la peronospora colpisce il raccolto di patate.
  • 1846: nuovo raccolto devastato; peggiorano fame e malattie; cambia il governo britannico.
  • 1847: anno ricordato per la gravità della crisi; continuano soccorsi e partenze.
  • 1848–1849: nuovi danni ai raccolti; la peronospora continua a colpire.
  • 1850–1852: la fase più acuta si attenua, ma conseguenze, sfratti e migrazioni continuano. Il 1852 è spesso usato come termine convenzionale della Grande carestia.

Lessico

Peronospora: malattia delle piante causata da Phytophthora infestans.
Affittuario: persona che coltiva una terra pagando un canone al proprietario.
Sfratto: allontanamento forzato da una casa o da un terreno.
Carestia: grave crisi in cui molte persone non riescono ad avere cibo sufficiente; può intrecciarsi con povertà, malattie e accesso diseguale alle risorse.
Migrazione: spostamento di persone da un luogo a un altro, temporaneo o permanente.

Esercizi

  1. Comprensione. Quale parte della pianta veniva colpita dalla peronospora? Perché il raccolto si rovinava anche dopo essere stato raccolto?
  2. Ordina la cronologia. Metti in ordine: acquisto di mais durante il governo Peel; primo attacco grave della peronospora; nuova fase di raccolti devastati; continuazione delle migrazioni dopo il 1850.
  3. Causa e conseguenza. Completa due catene con almeno tre passaggi: (a) peronospora → … → fame; (b) affitto e povertà → … → perdita della casa/partenza.
  4. Vero o falso? Correggi quelle false. a) La malattia delle patate fu l’unica causa della catastrofe. b) Tutte le persone potevano comprare il cibo esportato. c) Il termine 1845–1852 include anche conseguenze che continuarono dopo gli anni dei raccolti più devastati.
  5. Lettura di fonte adattata. Il Parlamento britannico riferisce che nel periodo della carestia continuarono esportazioni di cibo, soprattutto verso la Gran Bretagna, e che una parte degli affitti non pagati portò a espulsioni di affittuari. Spiega con parole tue perché questi due dati aiutano a distinguere scarsità di raccolto e accesso al cibo. Adattamento didattico: parafrasi in italiano di due passaggi della pagina del Parlamento britannico; non è una citazione letterale. Si omettono dettagli di contesto parlamentare.
  6. Lavoro sulle stime. Una fonte indica circa 1.000.000 di morti; uno studio discute un intervallo fra 800.000 e 1.500.000. Scrivi una frase che usi correttamente entrambe le informazioni senza fingere che esista un conteggio preciso.
  7. Risposta argomentata. In 5–7 righe rispondi alla domanda guida. Usa almeno tre fattori diversi e collega ciascuno a una conseguenza.
  8. Confronto. Perché alcuni testi chiamano la crisi “carestia della patata”, mentre una spiegazione storica completa deve parlare anche di terra, povertà e politiche?

Soluzioni commentate

1. Comprensione

La peronospora colpiva foglie e tuberi. I tuberi marcivano anche durante la conservazione; muffe e batteri potevano aggravare il deterioramento. Il raccolto era così inutilizzabile o insufficiente anche dopo la raccolta.

Criteri: 1 punto per indicazione di foglie/tuberi; 1 punto per spiegazione del marciume del tubero o del deterioramento in conservazione.

2. Ordine cronologico

  1. Primo attacco grave della peronospora (1845).
  2. Acquisto di mais durante il governo Peel (1845–46, come risposta alla crisi).
  3. Nuova fase di raccolti devastati (dal 1846 e negli anni seguenti).
  4. Continuazione delle migrazioni dopo il 1850.

Nota: i primi due eventi si collocano in una sequenza ravvicinata; si accetta l’acquisto di mais successivo alla constatazione della crisi del raccolto del 1845. L’esercizio valuta la comprensione, non il giorno esatto.

3. Causa e conseguenza

Esempio (a): peronospora → tuberi marciti e raccolto perduto → famiglie dipendenti dalla patata senza cibo sufficiente → malnutrizione e fame.
Esempio (b): affitti e povertà → impossibilità di pagare il canone dopo il raccolto perso → sfratto e perdita del terreno → migrazione o dipendenza dal soccorso.

Criteri: 1 punto per catena coerente; massimo 2. Sono valide altre catene se distinguono causa, passaggio intermedio e conseguenza e non riducono tutto a un unico fattore.

4. Vero o falso

a) Falso. La peronospora distrusse il raccolto, ma dipendenza alimentare, povertà, assetti fondiari e risposte politiche influenzarono chi poteva accedere al cibo e resistere.
b) Falso. La presenza di cibo esportato non significa che le famiglie povere potessero acquistarlo: mancavano spesso denaro e accesso alle risorse.
c) Vero. La periodizzazione 1845–1852 considera anche il protrarsi delle conseguenze, oltre agli anni di raccolto più devastato.

Criteri: 1 punto per ogni giudizio corretto e motivato; massimo 3. Per a) e b) la motivazione è necessaria per il punteggio pieno.

5. Lettura della fonte adattata

Le esportazioni mostrano che la carestia non coincideva con la scomparsa assoluta di ogni alimento dall’isola. Tuttavia, persone senza reddito o accesso alla terra non potevano necessariamente comprare il cibo. Gli sfratti riducevano ulteriormente la possibilità di coltivare e abitare un appezzamento: produzione e disponibilità sul mercato non garantivano un accesso equo.

Criteri: fino a 3 punti: 1) distingue raccolto di patate e disponibilità di altri alimenti; 2) spiega il ruolo del potere d’acquisto/accesso; 3) collega gli sfratti alla vulnerabilità. Accettare formulazioni diverse, purché non affermino che le esportazioni da sole dimostrino l’assenza totale di carestia o la sua causa unica.

6. Lavoro sulle stime

Esempio: «Una stima comune parla di circa un milione di morti, ma i registri sono incompleti e alcuni studiosi propongono un intervallo più ampio, fra 800.000 e 1.500.000».

Criteri: 1 punto per riportare la stima convenzionale; 1 per rendere l’incertezza o l’intervallo; 1 per evitare di presentare la cifra come conteggio esatto. Massimo 3.

7. Risposta argomentata

Esempio: «La peronospora distrusse più raccolti, ma i suoi effetti furono così gravi anche perché molti poveri dipendevano dalla patata. Gli affittuari avevano poco denaro e potevano essere sfrattati se non pagavano. Il soccorso non raggiunse tutti e le decisioni politiche limitarono l’aiuto. Fame e malattie causarono morti, mentre molte persone emigrarono».

Criteri per risposta aperta (0–4): – 4: almeno tre fattori distinti, nessi causa-effetto chiari, almeno due conseguenze pertinenti, linguaggio rispettoso e nessuna spiegazione monocausale. – 3: tre fattori presenti e spiegazione in gran parte corretta, con un nesso poco sviluppato. – 2: due fattori pertinenti oppure più fattori solo elencati; nessi parziali. – 1: un solo fattore o risposta molto incompleta, ma con un elemento corretto. – 0: non pertinente o assente.

8. Confronto

“Carestia della patata” mette in evidenza il raccolto distrutto dalla peronospora. Una spiegazione completa chiarisce però perché quella perdita rese alcune persone più vulnerabili: dipendenza da un alimento, povertà, affitti e sfratti, possibilità di comprare cibo e qualità degli aiuti. La malattia fu un fattore decisivo, non una spiegazione autosufficiente di ogni effetto.

Criteri aperti (0–3): 1 punto per il ruolo della malattia; 1 per almeno due fattori sociali o politici; 1 per una spiegazione del nesso fra fattori ed effetti. Accettare altri esempi corretti.

Valutazione complessiva suggerita

Applicando i massimi indicati per ciascun esercizio, il totale è 23 punti: 2 per l’esercizio 1, 2 per il 2, 2 per il 3, 3 per il 4, 3 per il 5, 3 per il 6, 4 per il 7 e 3 per l’8. Il docente può usare il totale oppure valutare separatamente le risposte aperte con le rubriche sopra. È possibile ridurre la richiesta di scrittura mantenendo il criterio storico: distinguere più cause, spiegare i nessi e trattare le stime come stime. Non penalizzare difficoltà ortografiche non pertinenti all’obiettivo disciplinare.

Fonti e localizzatori

Fonti e localizzatori

Fonti indipendenti consultate in versione web, con titoli, edizioni e localizzatori verificati il 21 ottobre 2026. I localizzatori indicano sezione o intestazione visibile, così da poter ritrovare il passaggio anche se la pagina non ha numeri di pagina.

Mappa fatti–fonti

  • Periodo 1845–1852; patata centrale; esportazioni; misure governative; sfratti; stima di circa un milione di morti. [1], sezione «The great famine», passaggi introduttivi, «Landowners», «Corn Law repeal moves», «Ineffective», «How many died?». La pagina del Parlamento britannico definisce 1845–52 come periodo complessivo, afferma che grandi quantità di cibo continuarono a essere esportate, descrive acquisto di mais e lavori pubblici, i cambi di governo e lo scarico dei costi del soccorso sui proprietari.
  • Peronospora e meccanismo biologico; raccolti 1845 e 1846–49; dipendenza dalla patata; affittuari e lavoratori senza terra. [2], voce «Great Famine», «Top Questions» e sezioni «Cause of the Great Famine» e «How did the potato blight happen?». L’articolo descrive Phytophthora infestans, l’umidità favorevole e la vulnerabilità dovuta alla dipendenza da poche varietà. Nota la sua intestazione sintetica «1845–1849» e le colture devastate in quegli anni.
  • Incertezza delle stime di mortalità e migrazione, intervallo di morti proposto. [3], Curran e Fröling, «Large-scale mortality shocks and the Great Irish Famine 1845–1852», Economic Modelling 27(5), 2010, pp. 1302–1314, DOI 10.1016/j.econmod.2010.01.016. Localizzatori: abstract e §1 «Introduction» (circa un milione di morti e un milione di partenze come stima utilizzata dagli autori); §2.2 (riferisce che le stime di morti nel periodo 1845–1852 vanno da 800.000 a 1.500.000, citando Mokyr 1980). Si riporta l’intervallo come stima discussa in uno studio, non come consenso definitivo.
  • Partenze via mare e condizioni di viaggio; limiti della documentazione di arrivi negli Stati Uniti. [4], Mark Holan, «Ireland’s Famine Children “Born at Sea”», Prologue, Winter 2017–18, vol. 49, n. 4, U.S. National Archives. Localizzatori: sezione introduttiva sul database dei passeggeri (arrivi a New York 1846–1851); paragrafo «Up to two million Irish sailed to North America»; nota sui dati che rappresentano solo una parte degli arrivi e possono avere errori. Si usa per descrivere il viaggio e la cautela sulle cifre, non per stimare da solo tutta l’emigrazione.

Periodizzazione e numeri: come presentarli

Il Parlamento britannico e Curran–Fröling usano 1845–1852 per la carestia come crisi complessiva e per le sue conseguenze. Britannica intitola la voce 1845–1849, concentrandosi sugli anni consecutivi di fallimento del raccolto di patate. La lezione distingue quindi la fase agricola più grave dal periodo più ampio di carestia e conseguenze, invece di trattare le date come una contraddizione.

Per la mortalità, la cifra di circa un milione è una stima didattica comune, riportata da Parlamento britannico e Britannica. Curran e Fröling discutono stime comprese fra 800.000 e 1.500.000 per il 1845–1852, attribuendo l’intervallo a Mokyr (1980). La mancanza di registrazioni complete impedisce di presentare un numero esatto. Le cifre migratorie variano ulteriormente secondo anni, destinazioni e definizione di emigrante: non si sommano i dati parziali sugli arrivi negli Stati Uniti con quelli per tutte le destinazioni.

Riferimenti

[1] UK Parliament, «The great famine», Living Heritage: Parliament and Ireland, pagina web, consultata 21 ottobre 2026. https://www.parliament.uk/about/living-heritage/evolutionofparliament/legislativescrutiny/parliamentandireland/overview/the-great-famine/

[2] Joel Mokyr, «Great Famine», Encyclopaedia Britannica, articolo web, consultato 21 ottobre 2026. https://www.britannica.com/event/Great-Famine-Irish-history

[3] Declan Curran e Maria Fröling, «Large-scale mortality shocks and the Great Irish Famine 1845–1852», Economic Modelling, vol. 27, n. 5, 2010, pp. 1302–1314. DOI: https://doi.org/10.1016/j.econmod.2010.01.016. Testo integrale PubMed Central: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7115739/

[4] Mark Holan, «Ireland’s Famine Children “Born at Sea”», Prologue, Winter 2017–18, vol. 49, n. 4, U.S. National Archives. https://www.archives.gov/publications/prologue/2017/winter/irish-births

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