Credere, non credere: una libertà per tutti

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Educazione civica · Scuola secondaria di primo grado · Classi seconda e terza proposte
Durata proposta: 70 minuti

In breve

La libertà di coscienza e di religione protegge chi crede e chi non professa una religione. Comprende la possibilità di cambiare convinzione. Avere una convinzione e manifestarla non sono la stessa cosa: la CEDU pone condizioni precise alle restrizioni della manifestazione. Leggeremo due fonti, discuteremo un caso inventato e impareremo a distinguere fatti, diritti e informazioni mancanti, senza raccontare le convinzioni personali di nessuno.

Una libertà che non richiede di essere tutti uguali

Immagina che per entrare in un gruppo qualcuno ti dica: «Qui devi avere la stessa convinzione di tutti gli altri». Non ti sta chiedendo soltanto di rispettare una regola di comportamento: pretende di decidere che cosa devi credere. È una differenza importante.

La coscienza, in questa lezione, è la sfera delle convinzioni profonde con cui una persona orienta la propria vita. La libertà di coscienza e di religione non è un premio riservato a chi appartiene alla comunità più numerosa. Nel sistema della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, o CEDU, protegge anche chi non ha una fede religiosa e chi cambia religione o credo. La guida della Corte europea lo chiarisce espressamente: non si tutela soltanto il credente. [Fonti 2–3]

Dobbiamo distinguere due piani. Avere una convinzione riguarda la libertà interiore: un’autorità non può imporre che cosa credere. Manifestarla significa esprimerla all’esterno, per esempio attraverso il culto, l’insegnamento o una pratica. La manifestazione è anch’essa tutelata, ma può coinvolgere altri diritti: per questo l’art. 9 della CEDU distingue la protezione della libertà dalle condizioni poste alle sue restrizioni. [Fonti 2–3, § 27]

Rispettare una libertà non significa condividere ogni convinzione. Significa riconoscere che il diritto non dipende dal nostro accordo. In questa attività nessuno deve dire se crede, a che cosa crede o quali pratiche segue la propria famiglia: lavoriamo solo su documenti e personaggi inventati.

Alla fine saprai: distinguere convinzione e manifestazione; ritrovare una regola nella fonte corretta; chiedere informazioni pertinenti prima di giudicare un caso.

Due testi, non due formule intercambiabili

Fonte 1 · Costituzione italiana, articolo 19

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

Dove leggerlo: Senato della Repubblica, Parte I, Titolo I, art. 19. Testo dell’articolo, omessi soltanto i rimandi redazionali ad altri articoli.

Fonte 2 · CEDU, articolo 9

1. Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, così come la libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti.

2. La libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla pubblica sicurezza, alla protezione dell’ordine, della salute o della morale pubblica, o alla protezione dei diritti e della libertà altrui.

Dove leggerlo: Corte europea dei diritti dell’uomo, testo italiano della Convenzione, art. 9, parr. 1–2. Traduzione italiana pubblicata dalla Corte; fanno fede i testi inglese e francese. La CEDU appartiene al sistema del Consiglio d’Europa: non è un documento dell’Unione europea.

Le parole da sciogliere

Professare: dichiarare o seguire una fede. Associata / collettivamente: insieme ad altre persone. Culto: atti con cui si esprime una fede religiosa. Propaganda, nell’art. 19: diffusione della propria fede, non necessariamente inganno. Restrizione: limitazione dell’esercizio di una libertà.

Confronto guidato: sottolinea «Tutti» e «Ogni persona»; cerchia dove è scritto che si può cambiare religione o credo. Individua poi quale paragrafo della CEDU parla di restrizioni. La formula «riti contrari al buon costume» appartiene invece al testo costituzionale: non la sostituiamo con l’elenco della CEDU e non ne deduciamo giudizi su usanze concrete.

Una regola va motivata, non soltanto annunciata

Nell’art. 9, paragrafo 2, della CEDU non basta nominare un problema per giustificare qualsiasi divieto. La restrizione della manifestazione deve essere stabilita dalla legge, necessaria in una società democratica e diretta a uno degli scopi elencati. I requisiti vanno considerati insieme. Il semplice «non mi piace» non è uno scopo dell’elenco. La libertà interiore di avere una convinzione è un piano diverso. [Fonti 2–3, § 27]

La guida della Corte chiarisce anche la dimensione negativa della libertà: non appartenere a una religione, non praticarla e non essere costretti a rivelare le proprie convinzioni. Non trasformiamo però questa sintesi in «non si comunica mai nulla»: la guida distingue, per esempio, le informazioni date per chiedere un adattamento dell’orario lavorativo a una pratica religiosa. Sono contesti specifici, non un motivo per interrogare i compagni. [Fonte 3, §§ 66, 68–69]

Laboratorio · La mostra delle idee

Caso inventato. In una biblioteca comunale un gruppo prepara una mostra. Il responsabile annuncia: «Per collaborare dovete tutti adottare la mia stessa convinzione e scriverla sul modulo». Ada vorrebbe presentare un oggetto legato alla propria fede; Bruno preferisce non parlare delle sue convinzioni; Cora non professa una religione. Il responsabile aggiunge: «Forse vieteremo l’oggetto di Ada, perché potrebbe dare fastidio». Non sappiamo quale sia l’oggetto, come verrebbe esposto, quali regole valgano nella sala o quale problema concreto si voglia prevenire.

Come lavorare · Gruppi di 3–4

1. Leggete i testi (12 minuti). Cercate due espressioni che proteggono la libertà e una che riguarda le restrizioni. Aggiungete una parola del glossario.

2. Analizzate il caso (15 minuti). Dividete un foglio in quattro caselle: convinzione interiore; manifestazione esterna; fatto noto; informazione mancante. Inserite almeno un elemento per casella. Preparate due domande al responsabile, senza chiedere a Bruno che cosa crede.

3. Rispondete (8 minuti). Scrivete quattro frasi: quale principio è in gioco; quale fonte lo sostiene; che cosa non sappiamo; che cosa occorre verificare prima di valutare il possibile divieto sull’oggetto.

4. Confrontatevi (10 minuti). Ogni gruppo presenta una ragione e un’incertezza. Non si vota chi abbia diritto alla libertà. La richiesta di adottare la convinzione del responsabile contrasta con il principio della libertà interiore; il possibile divieto sull’oggetto richiede invece dati e verifiche ulteriori. Non emettiamo una sentenza su un caso reale.

Esercizi · Comprendere e distinguere

Nome: ………………………….. Classe: …….. Data: ……………

1 · Quale piano?

Indica I per convinzione interiore, M per manifestazione esterna, D per richiesta di dichiarazione.

a. Ada segue una fede religiosa. ……..
b. Ada presenta un oggetto per esprimere la propria fede. ……..
c. Il responsabile chiede a Bruno di scrivere che cosa crede. ……..
d. Cora non professa una religione. ……..

Spiega perché b e c non sono la stessa cosa.

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2 · Ritrova la fonte

In quale testo e in quale punto trovi ciascuna espressione?

a. «individuale o associata»
b. «libertà di cambiare religione o credo»
c. «misure necessarie, in una società democratica»

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3 · Vero o falso? Correggi il falso

a. La libertà di coscienza riguarda soltanto chi appartiene a una religione.
b. L’art. 9, par. 2, della CEDU riguarda la manifestazione della religione o del credo.
c. La clausola finale dell’art. 19 Cost. e l’elenco dell’art. 9 CEDU hanno parole identiche.

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4 · Fatto o ipotesi?

Indica quali frasi sono fatti riferiti dal caso e quale è soltanto un’ipotesi non dimostrata: a) il responsabile chiede una dichiarazione; b) l’oggetto di Ada causa un pericolo; c) Cora non professa una religione. Spiega la tua scelta per b.

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Esercizi · Motivare senza inventare

5 · Un solo requisito basta?

Il responsabile dice: «Ho nominato la sicurezza, quindi il divieto sull’oggetto è certamente giustificato». Spiega in tre righe perché la frase non basta, usando l’art. 9, par. 2, della CEDU. Non decidere se l’oggetto possa essere esposto.

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6 · Due domande utili

Scegli due domande utili per valutare il possibile divieto e spiega perché aiutano.

A. Quale problema concreto si teme?
B. Quali sono i colori preferiti di Ada?
C. Quali norme e modalità di esposizione sono rilevanti?
D. Qual è la religione di ogni componente del gruppo?

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7 · Correggi il messaggio

Riscrivi questa frase senza escludere nessuno e senza chiedere dichiarazioni personali: «Chi non crede non è coinvolto; prima della discussione ognuno deve dire la propria religione».

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8 · Una risposta documentata

Scrivi al responsabile quattro frasi: distingui la richiesta di adottare una convinzione dalla proposta di vietare un oggetto; cita una fonte con articolo/paragrafo; poni una domanda pertinente; dichiara una conclusione che i fatti non consentono ancora.

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Biglietto d’uscita: completa «Rispettare una convinzione non significa ………………..; prima di giudicare una regola devo ………………..».

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Soluzioni commentate · Esercizi 1–4

1 · Quale piano?

a: I; b: M; c: D; d: I. In a e d si descrive una convinzione o l’assenza di una fede religiosa; b descrive un modo di esprimerla all’esterno. In c è un’altra persona a chiedere di rivelare una convinzione. Presentare un oggetto e ricevere una richiesta di dichiarazione sono dunque azioni diverse. La classificazione non decide da sola quali regole possano valere per l’oggetto.

2 · Ritrova la fonte

a: Costituzione italiana, art. 19; b: CEDU, art. 9, par. 1; c: CEDU, art. 9, par. 2. Il numero dell’articolo non basta se due documenti diversi usano numeri differenti: bisogna nominare anche il testo. Il confronto mostra che le disposizioni proteggono la libertà con formulazioni proprie, non con parole identiche.

3 · Vero o falso?

a: falso. La tutela comprende anche chi non professa una religione. Lo chiarisce la guida della Corte EDU, § 10; «non credere» è qui una sintesi esplicativa, non una citazione letterale del testo italiano dell’art. 9.

b: vero. Il soggetto della frase normativa è «La libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo». Non bisogna leggere il par. 2 come un permesso di imporre convinzioni interiori.

c: falso. L’art. 19 Cost. menziona i «riti contrari al buon costume»; l’art. 9, par. 2, della CEDU parla di restrizioni stabilite dalla legge, necessarie in una società democratica e collegate agli scopi elencati. Non sostituiamo una formula con l’altra e non attribuiamo al nostro gusto personale il significato giuridico di queste espressioni.

4 · Fatto o ipotesi?

a e c: fatti riferiti; b: ipotesi non dimostrata. Il caso riporta la richiesta del responsabile e la posizione di Cora; non descrive invece un pericolo concreto prodotto dall’oggetto. «Potrebbe dare fastidio» è una previsione vaga, non la prova di un rischio. Anche se emergesse un rischio, resterebbe da verificare se e come una restrizione possa essere giustificata.

Da ricordare: in un ragionamento documentato, distinguere fatti e ipotesi non significa rifiutare di decidere per sempre. Significa riconoscere quali elementi mancano e cercarli, anziché sostituirli con supposizioni.

Soluzioni commentate · Esercizi 5–8

5 · Un solo requisito basta?

Risposta possibile: «Nominare la sicurezza non dimostra che il divieto sia giustificato. L’art. 9, par. 2, richiede una restrizione stabilita dalla legge, necessaria in una società democratica e rivolta a uno degli scopi elencati. Servono fatti concreti e una verifica della misura proposta».

Il commento corretto considera insieme i requisiti. Non conclude né «ogni divieto è lecito» né «nessun divieto è possibile». Una domanda utile è anche se esistano modalità meno restrittive per affrontare il problema: serve a discutere la necessità della misura, non è una citazione testuale del paragrafo.

6 · Due domande utili

A e C. Il problema concreto e le norme/modalità di esposizione aiutano a comprendere contesto e possibili effetti. I colori preferiti non sono pertinenti ai fatti disponibili. Conoscere la religione di tutti non risolve la questione e introduce una richiesta personale non necessaria all’attività. Non deduciamo una fede dal nome o dall’aspetto di qualcuno.

7 · Correggi il messaggio

Risposta possibile: «La libertà di coscienza e di religione riguarda anche chi non professa una religione. Discuteremo i diritti dei personaggi inventati senza chiedere ai partecipanti di dichiarare le proprie convinzioni».

La riscrittura include Cora e tutela la riservatezza del lavoro didattico. Non è una regola universale su ogni comunicazione in qualsiasi contesto: la guida della Corte distingue le informazioni pertinenti date per richieste specifiche, come un adattamento dell’orario di lavoro (§ 69).

8 · Una risposta documentata

Esempio in quattro frasi: «Chiedere di adottare la convinzione del responsabile riguarda la libertà interiore, mentre esporre un oggetto riguarda la manifestazione di una convinzione. L’art. 9, par. 1, della CEDU tutela la libertà di pensiero, coscienza e religione, e il par. 2 pone condizioni alle restrizioni della manifestazione. Quale problema concreto si vuole prevenire e quali norme sono applicabili? Dai dati del caso non possiamo stabilire se il possibile divieto sull’oggetto sia giustificato».

Sono accettabili altre risposte che distinguano i piani, citino correttamente una fonte e riconoscano i dati mancanti. Non basta scrivere «sono libero» o «lo ha deciso il responsabile».

Biglietto d’uscita, esempio: «Rispettare una convinzione non significa condividerla; prima di giudicare una regola devo verificare fatti e fonti». Non si valuta la convinzione personale di chi risponde.

Fonti per tornare ai testi

1 · Senato della Repubblica — Costituzione italiana. Articolo 19, Parte I, Titolo I, unico periodo. Fonte per professione della fede, dimensione individuale/associata, culto privato/pubblico e clausola finale sui riti.

2 · Corte europea dei diritti dell’uomo — Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Testo italiano pubblicato dalla Corte, articolo 9, paragrafi 1–2. Fonte per libertà di pensiero, coscienza e religione, cambiamento del credo, manifestazione e condizioni delle restrizioni. La traduzione italiana non fa fede; testo inglese autentico, art. 9. Costituzione e CEDU sono fonti distinte, non due versioni della stessa norma.

3 · Cancelleria della Corte europea dei diritti dell’uomo — Guide on Article 9. Guida in inglese, aggiornata il 5 marzo 2026: § 10, tutela anche dei non credenti; § 27, convinzione interiore e manifestazione; § 66, non appartenenza e non pratica; § 68, non rivelazione delle convinzioni; § 69, documenti e comunicazioni per richieste specifiche. È una guida interpretativa non vincolante, non il testo della Convenzione. Le spiegazioni della lezione sono riformulazioni originali, non traduzioni della guida.

Per chi insegna

Il percorso è proposto per seconda e terza media, non assegnato obbligatoriamente a un’annualità. Occorrono copie delle fonti, fogli e penne; non servono account né ricerche sui compagni. La scansione indicativa è: avvio e spiegazione 10 minuti, laboratorio 45 minuti, esercizi 1–3 e biglietto d’uscita 15 minuti. Gli esercizi 4–8 sono una prosecuzione, con circa 20–25 minuti aggiuntivi proposti, da adattare al gruppo classe.

Il caso è intenzionalmente incompleto: non risolve controversie reali su simboli, indumenti, pratiche o regole scolastiche. Non simulare riti, non attribuire fedi ai personaggi dai loro nomi, non raccogliere appartenenze o convinzioni degli studenti e non mettere ai voti i diritti. Per chi preferisce non intervenire oralmente è possibile rispondere per iscritto soltanto sul caso.

Valutazione formativa: osservare se lo studente distingue convinzione e manifestazione, cita la fonte pertinente, separa fatti e ipotesi e motiva le domande. Per ciascun criterio usare: da riprendere, in via di acquisizione, raggiunto. Non valutare fede, non fede o disponibilità a parlare di sé. Per facilitare la lettura, anticipare il glossario e consentire risposte brevi dettate a un compagno.

Revisione docente: APERTA. Prova in classe: APERTA.