La tolleranza specifica l'intervallo dimensionale ammesso e rende producibili componenti che devono collaborare.
Un disegno industriale non descrive soltanto una forma ideale: indica anche quanto una dimensione reale può discostarsi dal valore nominale. La tolleranza è l'intervallo ammesso tra dimensione massima e minima. Senza tale indicazione, due componenti prodotti separatamente potrebbero risultare incompatibili, anche se ciascuno appare vicino alla misura teorica. Le tolleranze devono essere adeguate alla funzione e al processo, non rese minime per principio.
Per un perno nominale da 10,00 mm con limiti 9,98 e 10,02 mm, la tolleranza totale è 10,02 − 9,98 = 0,04 mm. Un foro con diametro effettivo 10,05 mm e quel perno al massimo di 10,02 mm lascia 0,03 mm di gioco diametrale. È un semplice esempio di gioco; la scelta di un accoppiamento dipende dalla funzione, dalla geometria e dalle specifiche del progetto.
Un errore comune è confondere tolleranza e precisione dello strumento di misura, oppure pensare che due misure nominali uguali garantiscano sempre lo stesso accoppiamento. Vanno considerate le combinazioni dei limiti: il gioco minimo e massimo si ricavano dai casi estremi.
Attività: considera perno 9,98–10,02 mm e foro 10,05–10,09 mm. Calcola il gioco minimo sottraendo il perno massimo dal foro minimo: 10,05 − 10,02 = 0,03 mm. Il massimo è 10,09 − 9,98 = 0,11 mm. Descrivi che cosa cambia nel funzionamento tra i due estremi e perché la verifica richiede misure e criteri di controllo definiti.
- La tolleranza è la differenza tra limite dimensionale massimo e minimo.
- Il gioco si valuta combinando i limiti di foro e perno.
- Tolleranze più strette possono aumentare i costi senza necessità funzionale.
Metti alla prova quello che hai letto
Qual è la tolleranza totale per una quota compresa tra 9,98 e 10,02 mm?
- 0,02 mm
- 0,04 mm
- 0,98 mm
- 20,00 mm
Soluzione e spiegazione
0,04 mm. La differenza tra limite massimo e minimo è 10,02 − 9,98 = 0,04 mm.
Nota editoriale
Bozza originale da revisionare
Manca una seconda fonte tecnica effettivamente letta e un riferimento pertinente a convenzioni/accoppiamenti. I calcoli sono controllati ma non sostituiscono validazione terminologica e normativa.