Il periodo ipotetico latino: protasi e apodosi

La protasi introdotta da sī pone la condizione; l’apodosi ne esprime la conseguenza. Modi e tempi latini distinguono condizioni reali, future e contrarie ai fatti.

Il periodo ipotetico latino è formato da una protasi, la proposizione subordinata che presenta la condizione (spesso introdotta da sī, «se»), e da un’apodosi, la proposizione principale che esprime la conseguenza. La scelta di modo e tempo dipende dal rapporto logico e dal momento cui si riferisce l’ipotesi: non si trasferiscono automaticamente in latino le forme italiane. Nelle condizioni semplici presentate come reali si trova normalmente l’indicativo. Per una condizione presente: sī adest, bene est («se è qui, va bene»), indicativo presente in entrambe le proposizioni. Per una condizione futura considerata vivida o aperta, si usa il futuro indicativo: sī aderit, bene erit («se sarà qui, andrà bene»). Se la protasi indica un evento futuro già compiuto prima della conseguenza, può avere il futuro anteriore: sī adfuerit, bene erit («se sarà stato presente, allora andrà bene»).

Il futuro meno vivido, cioè un’ipotesi futura presentata come eventuale, usa tipicamente il congiuntivo presente in entrambe le proposizioni: sī adsit, bene sit («se per caso fosse/sarà presente, sarebbe bene»). La forma adsit è congiuntivo presente di adsum, sit è congiuntivo presente di sum. Per l’irrealtà contraria alla situazione presente si usa normalmente l’imperfetto congiuntivo in protasi e apodosi: sī adesset, bene esset («se fosse qui [ma non c’è], andrebbe bene»). Per l’irrealtà passata, non verificatasi, si usa il piuccheperfetto congiuntivo in entrambe: sī adfuisset, bene fuisset («se fosse stato presente [ma non lo fu], sarebbe andata bene»). Adesset ed esset sono imperfetti congiuntivi; adfuisset e fuisset sono piuccheperfetti congiuntivi. Questi sono schemi tipici, non una regola meccanica per ogni frase: contesto, valore temporale e intenzione del parlante contano, e si incontrano anche casi particolari o tempi misti. La terminologia «più vivido» e «meno vivido» descrive il modo in cui il parlante presenta l’eventualità, non una misura matematica della probabilità: per classificare una frase occorre sempre leggere insieme forma verbale e contesto.

Altri esempi originali, con forme controllate: sī librum legēs, multa discēs («se leggerai il libro, imparerai molte cose»): legēs, futuro indicativo attivo, 2ª persona singolare di legō, è il verbo della protasi; discēs, futuro indicativo attivo, 2ª singolare di discō, è quello dell’apodosi. Sī librum legās, multa discās («se mai leggessi/leggerai il libro, impareresti molte cose»): legās e discās sono congiuntivi presenti attivi, 2ª singolare, rispettivamente di legō e discō; è un futuro meno vivido. Sī librum legerēs, multa discerēs («se leggessi il libro [ma non lo leggi], impareresti molte cose»): legerēs e discerēs sono imperfetti congiuntivi attivi, 2ª singolare; l’ipotesi è contraria al presente. Sī librum lēgissēs, multa didicissēs («se avessi letto il libro [ma non lo hai letto], avresti imparato molte cose»): lēgissēs e didicissēs sono piuccheperfetti congiuntivi attivi, 2ª singolare, e l’ipotesi è contraria al passato.

Esercizio. Completa le due protasi con la forma corretta di venīre e traduci: (a) condizione futura vivida: sī crās ___, laetī ___ (sumus); (b) irrealtà presente: sī crās adesses, laetī ___. Soluzione: (a) sī crās veniēs, laetī erimus, «se verrai domani, saremo lieti»: veniēs ed erimus sono futuri indicativi, 2ª singolare e 1ª plurale. (b) sī crās adesses, laetī essemus, «se tu fossi qui domani, saremmo lieti»: adesses ed essemus sono imperfetti congiuntivi, rispettivamente 2ª singolare e 1ª plurale; la costruzione presenta l’ipotesi come non reale nel quadro dato. In laetī il nominativo maschile plurale concorda con il soggetto sottinteso nos.

  • La protasi formula la condizione, spesso con sī; l’apodosi enuncia la conseguenza.
  • Condizione semplice o futura vivida: indicativo; nel futuro vivida si hanno tipicamente futuro indicativo in entrambe le proposizioni, oppure futuro anteriore nella protasi e futuro semplice nell’apodosi.
  • Futuro meno vivido: tipicamente congiuntivo presente in protasi e apodosi (o perfetto nella protasi e presente nell’apodosi).
  • Irrealtà presente: normalmente imperfetto congiuntivo in entrambe; irrealtà passata: normalmente piuccheperfetto congiuntivo in entrambe.

Metti alla prova quello che hai letto

Quale completamento esprime tipicamente in latino un’ipotesi contraria ai fatti nel passato («se avessi studiato, avrei imparato»)?

  1. Sī studeō, discō.
  2. Sī studēbō, discam.
  3. Sī studērem, discerem.
  4. Sī studuissem, didicissem.
Soluzione e spiegazione

Sī studuissem, didicissem.. Sī studuissem, didicissem usa il piuccheperfetto congiuntivo in protasi e apodosi, schema tipico dell’irrealtà passata. La risposta 2 presenta un futuro; la 3 un’irrealtà riferita al presente; la 1 una condizione semplice all’indicativo.

Fonti

  1. Allen and Greenough’s New Latin Grammar, § 513–514: Classification of Conditions — Dickinson College Commentaries
  2. New Latin Grammar, §§ 302–304: Conditional Sentences — The Latin Library (testo di Charles E. Bennett, Allyn and Bacon, 1908)

Nota editoriale

Confronto assistito documentato; revisione docente necessaria