La proclamazione del Regno d’Italia e i suoi confini incompiuti

Nel 1861 nacque il Regno d’Italia; Veneto e Roma entrarono nello Stato in tappe successive.

L’unificazione italiana fu il risultato di iniziative politiche, guerre, diplomazia e mobilitazioni, non di un percorso inevitabile. Dopo la seconda guerra d’indipendenza del 1859 e le annessioni nell’Italia centro-settentrionale, la spedizione dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi nel 1860 contribuì alla caduta del Regno delle Due Sicilie. Plebisciti e accordi accompagnarono l’estensione del potere sabaudo, in un contesto di interessi locali e pressioni internazionali.

Il 17 marzo 1861 il Parlamento proclamò il Regno d’Italia e Vittorio Emanuele II ne divenne re. Il nuovo Stato comprendeva gran parte della penisola, ma non il Veneto, ancora sotto l’Impero asburgico, né Roma, protetta dalle truppe francesi. Il titolo del sovrano mantenne la numerazione dinastica: Vittorio Emanuele II non divenne Vittorio Emanuele I. La proclamazione segnò dunque una tappa decisiva, non l’assetto territoriale definitivo.

Il Veneto fu annesso nel 1866, dopo la terza guerra d’indipendenza, mentre Roma fu presa dalle truppe italiane il 20 settembre 1870, dopo il ritiro della protezione francese durante la guerra franco-prussiana. La legge delle Guarentigie del 1871 regolò unilateralmente i rapporti con il papato, che non riconobbe il nuovo assetto. La cosiddetta questione romana rimase aperta fino ai Patti lateranensi del 1929.

L’unificazione politica non produsse automaticamente uniformità sociale, economica o linguistica. Le differenze tra regioni, le modalità di tassazione e leva, e la partecipazione politica alimentarono conflitti e contestazioni. Perciò gli storici distinguono la costruzione dello Stato dall’integrazione dei suoi abitanti. Le date del 1861, 1866 e 1870 permettono di seguire tappe diverse, ma non bastano senza chiedersi chi prese le decisioni e come furono vissute nelle varie comunità.

  • Il Regno d’Italia fu proclamato il 17 marzo 1861 sotto Vittorio Emanuele II.
  • Veneto e Roma furono incorporati in seguito, rispettivamente nel 1866 e nel 1870.
  • La costruzione dello Stato non cancellò differenze regionali e tensioni sociali.

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Quale importante centro non faceva ancora parte del Regno d’Italia nel marzo 1861?

  1. Roma
  2. Torino
  3. Firenze
  4. Napoli
Soluzione e spiegazione

Roma. Roma restò fuori dal Regno fino al 1870; il Veneto fu annesso nel 1866.

Fonti

  1. 1861 — Ministero dell’Interno
  2. Risorgimento — Treccani, Enciclopedia dei ragazzi

Nota editoriale

Confronto assistito documentato; revisione docente necessaria