La cittadinanza ateniese nell’età di Pericle

La definizione di cittadino nell’Atene del V secolo a.C. rivela partecipazione politica e profonde esclusioni sociali.

Nell’Atene del V secolo a.C., l’età in cui operò Pericle, la democrazia permetteva ai cittadini maschi adulti di partecipare direttamente alle decisioni dell’assemblea, detta ecclesia. Questo non significa che ogni abitante potesse votare. Per descrivere il sistema occorre distinguere il diritto di partecipare dalle persone che vivevano nel territorio: donne, schiavi e meteci, cioè stranieri residenti, erano esclusi dalla piena partecipazione politica.

Un passaggio importante fu la legge sulla cittadinanza proposta da Pericle nel 451 a.C. Per accedere al corpo civico non bastava la discendenza da un padre ateniese: si richiedeva che entrambi i genitori fossero di origine civica ateniese. La Costituzione degli Ateniesi, attribuita ad Aristotele, riferisce questa decisione nel capitolo 26. Il requisito riguardava dunque anche la madre. Non ne segue però che le donne ottenessero il diritto di votare nell’assemblea: trasmissione dell’appartenenza e partecipazione politica restavano questioni differenti.

La democrazia ateniese comprendeva anche un consiglio di Cinquecento cittadini e numerose cariche assegnate mediante sorteggio. Non tutte le cariche, però, erano sorteggiate: gli incarichi militari prevedevano l’elezione. Il punto da ricordare è che assemblea, consiglio e magistrature avevano compiti differenti; non formavano un unico organo. Per ricostruirli vanno confrontati i testi antichi e gli studi storici, prestando attenzione al periodo descritto.

Per leggere il caso ateniese, parti da una domanda concreta: chi rientra nel popolo che prende le decisioni? La risposta mette in luce una tensione: partecipazione diretta entro il corpo dei cittadini, ma esclusione di ampie componenti della popolazione. Dire che Atene era democratica e dire che tutti i suoi abitanti avevano uguali diritti politici non sono quindi la stessa affermazione. Non serve idealizzare il sistema né negarne il carattere democratico: bisogna indicare insieme il funzionamento e i limiti di inclusione.

  • La democrazia ateniese si basava sulla partecipazione diretta dei cittadini maschi adulti.
  • Donne, schiavi e meteci erano esclusi dalla piena cittadinanza politica.
  • Le istituzioni antiche non coincidono con le democrazie rappresentative odierne.

Metti alla prova quello che hai letto

Chi partecipava come cittadino alle istituzioni democratiche ateniesi?

  1. Tutti gli abitanti senza distinzione
  2. I cittadini maschi adulti, secondo regole che escludevano donne, schiavi e meteci
  3. Solo i residenti stranieri
  4. Ogni persona schiava che lavorasse nell’agorà
Soluzione e spiegazione

I cittadini maschi adulti, secondo regole che escludevano donne, schiavi e meteci. La partecipazione politica riguardava i cittadini maschi adulti; ampie componenti della popolazione erano escluse.

Fonti

  1. Athenian Democracy — World History Encyclopedia, Mark Cartwright
  2. A New History of the Ancient Greek City-State — Columbia University, intervista allo storico John Ma
  3. The Athenian Constitution, sezione 2, capitoli 26 e 42–44 — Aristotele e scuola aristotelica; traduzione F. G. Kenyon, MIT Internet Classics Archive
  4. The Trial of Pericles: contesto storico — National Hellenic Museum
  5. Pericles’ Rise to power — PBS, The Greeks: Crucible of Civilization

Nota editoriale

Confronto assistito documentato; revisione docente necessaria

Caso di Atene soltanto, non confronto fra tutte le poleis. Proposta editoriale, non prescrizione del syllabus. Sparta non trattata. Proposta editoriale, non prescrizione del syllabus.

Caso di Atene soltanto, non confronto fra tutte le poleis. Proposta editoriale, non prescrizione del syllabus.

Sparta non trattata. Proposta editoriale, non prescrizione del syllabus.