La mappa dei tre segnali

Scheda originale di Educazione fisica per la scuola secondaria di primo grado. Classe proposta: prima, 2026/27, DM 221/2025. La collocazione annuale è editoriale: i tre nuclei non sono titoli ministeriali prescritti per la prima. Nuclei collegati: educazione-fisica-01 (schemi motori, equilibrio e coordinazione), educazione-fisica-02 (orientamento e gestione dello spazio), educazione-fisica-03 (gesti, posture e comunicazione corporea).

Che cosa esploriamo

Mettiamo in relazione un segnale, una direzione e una risposta comprensibile. Esploriamo l’avvio e l’arresto di un gesto, l’orientamento tra riferimenti e la comunicazione di una scelta. Il percorso è lento, progettato a bassa intensità, senza corse, salti o prove competitive. Non ci sono cronometro, classifiche, distanze da superare o ripetizioni da completare. «Bassa intensità» descrive l’intenzione della proposta, non misura né garantisce lo sforzo individuale. Nessuno deve aumentarlo o mantenerlo per una durata prestabilita.

Le indicazioni curricolari richiamano partecipazione e attenzione alle differenze; UNESCO e CAST sostengono l’accessibilità e la flessibilità delle risposte [N1, U1, C1]. La sequenza qui proposta è una scelta didattica originale, non un protocollo validato.

Prima di cominciare: controllo del docente

L’attività si svolge solo con la supervisione del docente. Prima dell’accesso controllare pavimento asciutto, regolare e non scivoloso, assenza di oggetti e cavi nel passaggio, stabilità delle sedute, illuminazione, leggibilità dei cartelli e accesso libero alle uscite. Collocare i riferimenti lontano da porte in movimento, muri e attrezzi; non usare questi elementi come punti da raggiungere. Verificare che i contrassegni siano ben fissati e non creino inciampo: se non è possibile, usare cartelli fuori dal passaggio. Applicare le procedure di sicurezza e di emergenza della scuola. I principi di controllo dei rischi sono documentati da Ophea e HSE; la lista è una traduzione operativa locale, non una garanzia di assenza di rischio [O1, H1].

Spazio richiesto: una zona piana sgombra per il breve tragitto A-B-C, più una zona di partecipazione sul posto e una zona PAUSA, tutte sorvegliabili e collegate da accessi liberi. Il docente deve poter verificare che ogni persona, anche con eventuali ausili, possa raggiungere e lasciare la propria posizione e compiere l’azione scelta senza contatti o interferenze. Provare prima il tragitto e le manovre necessarie nel contesto reale. Non è fissata una metratura universale: ingombri, accessibilità e numero di partecipanti vanno verificati sul posto. Evitare incroci e passaggi contemporanei nello stesso tratto; gli altri partecipano dalle proprie postazioni, non in una fila nel corridoio di movimento. Se lo spazio non basta, svolgere tutti la mappa sul posto, senza spostamenti. Se nemmeno le postazioni sono praticabili, non avviare l’attività e riprogettarla.

Non predisporre ostacoli, superfici rialzate, appoggi instabili o posizioni su un solo piede. L’esplorazione dell’equilibrio non è una prova di resistenza: si osservano avvio, pausa e orientamento soltanto nelle azioni liberamente scelte. Le regole per spazio personale e segnali di arresto sono sostenute da Ophea; non se ne importano gli esercizi per età diverse [O1].

Materiali e segnaletica accessibile

Servono cartelli testuali grandi, ben contrastati, una mappa con A-B-C e sedute stabili dove previste. Il colore può accompagnare la scritta, ma non sostituirla. Il docente legge ogni messaggio e mostra il riferimento prima di usarlo. Concorda una modalità accessibile di ricezione e risposta con chi partecipa, senza chiedere spiegazioni di condizioni personali. Non basarsi solo su colore, vista, udito o gesto; se il segnale non è percepibile, si sospende e lo si rende accessibile. Non richiedere contatto fisico o guida manuale.

Legenda in ordine di lettura:

  • A — PARTENZA: posizione iniziale; non è un via automatico.
  • B — SCEGLI: riferimento centrale; scegliere C oppure PAUSA.
  • C — ARRIVO: riferimento conclusivo, senza traguardo da tagliare.
  • PAUSA — MI FERMO: posizione concordata fuori dal tragitto, senza isolamento e sempre sorvegliata.
  • VAI A B / VAI A C: proposta del docente, mostrata e letta una alla volta; vale anche come scelta sulla mappa.
  • STOP — FERMIAMO L’ATTIVITÀ: cartello accompagnato dalla parola «STOP» e dalla modalità accessibile concordata.

Schema testuale del tragitto: A, poi B, poi C. Nessun incrocio. Da ogni fase si può chiedere PAUSA. Il passaggio verso PAUSA non deve attraversare altri percorsi e avviene soltanto dopo che il docente ha verificato che sia libero; per fermarsi non occorre raggiungerlo.

Tre modi di partecipare, con lo stesso valore

Si può scegliere o cambiare modalità in ogni fase, senza motivare la scelta. Non esiste una modalità superiore: la stessa domanda è «Quale segnale ricevo, quale riferimento scelgo e come comunico la risposta?». Le alternative sono equivalenti per questo obiettivo didattico comune, non identiche per lavoro motorio né prove intercambiabili di abilità fisica [C1; scelta editoriale E1].

In piedi: si può percorrere lentamente il tratto libero autorizzato dal docente oppure restare nella propria postazione e orientare un gesto verso il riferimento. Non sono richiesti ampiezza del gesto, una postura da imitare o uno spostamento obbligatorio.

Seduti: dalla propria seduta stabile o postazione abituale, senza trasferimenti richiesti dalla scheda, si può orientare un piccolo gesto verso A, B o C, oppure scegliere il riferimento sulla mappa. Non è necessario ruotare il busto, protendersi o raggiungere un cartello.

Solo scelta/indicazione: si può dire la lettera, indicarla sulla mappa, usare lo sguardo o un ausilio abituale secondo la modalità concordata. Il docente può nominare in successione le opzioni e raccogliere la conferma con il segnale accessibile concordato. Non è richiesto eseguire il movimento. Questa partecipazione non è un ripiego e non dà luogo a penalizzazioni.

Consegne, una alla volta

1. Conosciamo mappa e arresto. Il docente presenta A, B, C e PAUSA, legge la legenda e dimostra le tre alternative senza ordinarle per difficoltà. Poi dice: «Mostra, scegli o nomina B». Accetta la risposta concordata. Presenta STOP prima di ogni spostamento; verifica che sia riconoscibile e che sia possibile comunicare una richiesta di pausa. Nessuno parte se il messaggio resta ambiguo.

2. Da A a B. «Quando ricevi VAI A B, puoi raggiungere B lentamente sul tratto libero, orientare un gesto da dove sei oppure scegliere B sulla mappa. Puoi anche restare in pausa». Il docente autorizza il tratto solo quando è libero. Prima del cambio di direzione, ci si arresta nella propria posizione, senza posizioni di equilibrio obbligate. Chi non si sposta segue la stessa sequenza scegliendo A e poi B.

3. A B decido. «Scegli C oppure PAUSA. Comunica la tua scelta nel modo concordato». Chi sceglie C prosegue soltanto dopo la conferma che il tratto è libero; gli altri indicano C o PAUSA dalla postazione. Non si impone di arrivare a C. Una scelta di pausa conclude validamente la sequenza quanto una scelta di C.

4. Un messaggio, una verifica. Il docente propone «Attendo» oppure «Ho scelto C». Chi vuole inventa un gesto piccolo e comodo, in piedi o seduto; in alternativa sceglie una carta con la parola, una lettera o la risposta concordata. Un compagno o il docente dice quale messaggio ha compreso e chiede conferma. Non si deducono emozioni o intenzioni da una postura: il significato va concordato. Se il messaggio non è chiaro, si può aggiungere una parola o cambiare segnale. Non serve aumentare l’ampiezza del gesto.

5. Chiudiamo senza una prestazione finale. Si interrompe la sequenza, si restituisce a parole o tramite scelta un passaggio della mappa e si svolge una riflessione. Eventuali nuove occasioni, durata e organizzazione sono decisioni didattiche contestuali del docente; qui non sono prescritti frequenza, intensità individuale, numero di giri o tempi di tenuta.

Come ci fermiamo

Chiunque può dire «STOP» o «PAUSA», mostrare il segnale concordato o usare il proprio canale di comunicazione. Non deve spiegare perché. Il docente interrompe le consegne e gli spostamenti; chi si muove si arresta senza brusche manovre, chi sceglie sulla mappa sospende la sequenza. Non si deve correre verso PAUSA né cambiare postura per dimostrare di essersi fermati. Si resta nella posizione praticabile e si avvisa il docente; è lui a gestire spazio e aiuto secondo le procedure scolastiche. In caso di disagio o problema si interrompe e si avvisa il docente, senza attribuire diagnosi o proporre trattamenti.

Si riprende solo se la persona desidera farlo e il docente ha ricontrollato le condizioni. Cambiare modalità o non riprendere è possibile senza penalizzazione. Se il segnale non viene compreso, lo spazio si ingombra o il docente perde la supervisione, l’attività resta interrotta. Questa scheda non sostituisce procedure scolastiche o indicazioni individuali già formalizzate e non contiene prescrizioni sanitarie.

Che cosa può annotare il docente

Per ciascuna occasione descrivere il contesto e la risposta effettivamente osservata, non la persona. Usare «osservato in questa occasione», «con chiarimento/supporto» oppure «non osservato», senza graduatorie. Non interpretare «non osservato» come incapacità.

  • Segnale e risposta (01): al messaggio VAI A B, quale azione o scelta viene comunicata? Esempio: «Ha indicato B dopo la lettura del cartello». Avvio/arresto corporeo ed equilibrio si descrivono solo se effettivamente osservati nella modalità scelta; altrimenti: «non osservato».
  • Riferimenti spaziali (02): viene individuato B rispetto ad A e C? Se una zona è occupata, viene scelta l’attesa o la pausa? Registrare ciò che accade, non velocità o distanza.
  • Comunicazione (03): il messaggio viene verificato con l’interlocutore e, se ambiguo, riformulato? Esempio: «Ha confermato C con la parola concordata».
  • Arresto condiviso: viene riconosciuta o comunicata una pausa con il canale concordato? Annotare anche gli adattamenti di segnaletica necessari, senza valutare la ragione dello stop.

Non valutare ampiezza, rapidità, durata, numero di passi o capacità di stare in piedi come superiori alla scelta da seduti o alla sola indicazione. Non registrare diagnosi né chiedere condizioni personali. Queste osservazioni non dichiarano abilità acquisite, non certificano equilibrio o coordinazione attraverso una risposta teorica e non attestano la copertura completa dei nuclei.

Riflessione: domande e possibili risposte

Si può rispondere oralmente, per iscritto, con indicazione o con il canale abituale. Le risposte proposte sono esempi, non formule obbligatorie.

1. Sei ad A e ricevi VAI A B. Quale riferimento scegli? Come puoi rispondere senza spostarti? Possibile risposta: «B; posso nominarlo, indicarlo sulla mappa o confermarlo quando viene letto». Non serve eseguire un passo per rendere valida la risposta.

2. Il tratto B-C è occupato: che cosa fai? Possibile risposta: «Resto dove sono, comunico attesa o pausa e avviso il docente. Non aggiro la persona entrando in uno spazio non controllato».

3. Una persona sceglie PAUSA. Che cosa deve spiegare al gruppo? Possibile risposta: «Nulla sulle proprie condizioni personali. La pausa è una scelta ammessa e il docente la accoglie».

4. Il tuo gesto voleva dire “Attendo”, ma è stato compreso come “Vado a C”. Come chiarisci? Possibile risposta: «Confermo o correggo con la parola, la carta o il canale concordato; possiamo cambiare il segnale». Un gesto non ha qui significato universale.

5. Una persona percorre A-B e un’altra sceglie B sulla mappa. Chi ha svolto meglio l’attività? Possibile risposta: «Non le classifichiamo. Entrambe possono rispondere alla domanda comune su segnale e riferimento. Non abbiamo però osservato la stessa azione corporea».

6. Una risposta corretta sulla mappa prova che una persona ha acquisito equilibrio? Possibile risposta: «No. Documenta quella scelta spaziale in quell’occasione. L’esecuzione motoria non osservata resta non osservata».

Fonti e limiti

[N1] DM 221/2025 e Indicazioni nazionali, testo MIM: art. 1, comma 2 per la prima 2026/27; sezione «Educazione motoria e fisica», passaggio sulle attività attente ai bisogni del gruppo.

[U1] UNESCO, Quality Physical Education: Guidelines for Policy-Makers, 2015, pp. 8-9, glossario «Accessible», «Inclusion», «Quality Physical Education» e «Safe Spaces».

[C1] CAST, UDL Guidelines, “Vary and honor the methods for response, navigation, and movement”, introduzione ed elenchi su indicazione di scelte, flessibilità del movimento e delle postazioni.

[O1] Ophea, Kindergarten/Primary Grades (Movement Activities), Elementary–Intramural 2026, sezioni «Facilities», «Teacher Awareness and Preparation», «Activity Specific», «Safety Rules and Emergency Procedures». Documento canadese per età più basse: sono ripresi solo principi generali di spazio, alternative e stop, non esercizi né obblighi giuridici italiani.

[H1] HSE, Leading sensible health and safety management in schools, paragrafi su controllo proporzionato dei rischi e punto dell’elenco relativo a PE. Orientamento britannico generale, non norma italiana.

APERTO: adeguatezza della disposizione nel luogo reale, accessibilità dei segnali per il gruppo, percezione individuale dello sforzo e osservazioni di effettive azioni motorie. Restano da verificare dal docente prima o durante l’uso. Non è dimostrata l’efficacia di questa sequenza originale, la sicurezza universale o l’acquisizione di abilità: non le si dichiara. Le alternative hanno pari valore didattico per il compito comune, non un’equivalenza fisiologica dimostrata.