Piramidi delle età: che cosa raccontano di un territorio

Scarica il PDF stampabile: lezione, attività, esercizi e soluzioni

Bozza editoriale con doppio controllo documentale completato. Revisione docente e prova in classe ancora aperte.

Indice

Geografia · Scuola superiore · Primo biennio, come proposta editoriale. Tempo orientativo: due incontri da 50 minuti, riducibili scegliendo gli esercizi. Servono percentuali, un foglio a quadretti e una matita. La collocazione non è una prescrizione ministeriale.

Scheda in breve

  • La domanda: due territori con lo stesso numero di abitanti hanno gli stessi bisogni?
  • Che cosa impari: leggere e costruire una piramide delle età; confrontare quote e numeri; distinguere un’osservazione da una spiegazione da verificare.
  • L’idea centrale: non conta soltanto quanti abitanti ci sono, ma anche come si distribuiscono per età.
  • Parole da conoscere: classe di età, struttura demografica, quota percentuale, coorte, migrazione.
  • Da non confondere: una fotografia della popolazione non è una previsione del futuro.
  • Materiale dell’attività: due territori immaginari, con 2.000 residenti ciascuno. Nessun numero della tabella è una rilevazione reale.

1. Stesso totale, domande diverse

Immagina di dover aiutare due amministrazioni a ragionare sui servizi. In entrambi i territori abitano 2.000 persone. Sarebbe sensato proporre automaticamente lo stesso numero di scuole, gli stessi orari degli autobus e le stesse attività pomeridiane?

Prima di rispondere vorremmo sapere qualcosa in più. Ci sono molti bambini? Quanti giovani adulti? Quante persone hanno superato gli ottant’anni? Il totale, da solo, lascia fuori queste differenze. Una piramide delle età serve proprio a rendere visibile la composizione della popolazione per età e sesso a una data determinata. È la definizione proposta dall’INSEE, voce “Population pyramid”, sezione Definition; anche il Census Bureau presenta la piramide come una rappresentazione della struttura per età nel primo paragrafo dell’articolo di Luke T. Rogers.

Questa lezione riguarda la struttura demografica, non la densità: non dividiamo gli abitanti per la superficie. Non ricaviamo neppure la posizione delle case o i quartieri in cui vivono le persone.

2. Come si legge, senza farsi distrarre dalla forma

La piramide è un grafico a barre orizzontali affiancate. Nella convenzione che adottiamo, gli uomini sono a sinistra e le donne a destra; le età salgono dal basso verso l’alto. Le barre si allungano a partire dall’asse centrale: più una barra è lunga, più numeroso è il gruppo rappresentato. La convenzione è descritta dall’INSEE, Definition, seconda frase e si ritrova nell’esempio del Minnesota della guida Census Bureau, pagina PDF 12, pagina stampata 11.

Il nome può ingannare: il profilo non deve per forza assomigliare a un triangolo. Può avere una base stretta, una parte centrale larga, sporgenze o rientranze. Prima di commentarlo, controlla quattro cose: territorio, data, classi di età e unità dell’asse orizzontale.

L’asse può esprimere persone oppure percentuali. Se usiamo quote sul totale dei residenti, una barra del 6% indica sei persone di quel gruppo ogni cento residenti complessivi, non ogni cento uomini o ogni cento donne. Il denominatore conta: la guida Census Bureau, “Part 3”, pagina PDF 11, stampata 10, divide ciascun gruppo per la popolazione totale e moltiplica per cento.

Per confrontare due grafici usiamo la stessa scala, le stesse fasce di età e una data comparabile. Una barra di tre centimetri non significa nulla se in un grafico vale 100 persone e nell’altro 1.000. Inoltre, percentuali uguali possono corrispondere a quantità molto diverse: il 10% di 2.000 abitanti è 200; il 10% di 20.000 è 2.000.

Nella tabella useremo le categorie “uomini” e “donne” della rappresentazione statistica adottata. Questa suddivisione non descrive l’identità di genere delle singole persone. Le categorie e le definizioni della fonte vanno sempre lette, non indovinate.

3. Una forma suggerisce domande, non consegna tutte le risposte

Una base larga mostra molti residenti nelle classi più giovani rispetto alle altre classi rappresentate. Non basta, però, per dire quanti figli abbia mediamente una donna: la fecondità è un’altra misura. Anche il numero di persone nelle età in cui si hanno figli e gli spostamenti della popolazione entrano nella storia di quella forma.

Un rigonfiamento può corrispondere a una coorte numerosa, cioè a persone nate nello stesso periodo. Può anche risentire di arrivi selettivi per età. L’articolo del Census Bureau discute sia le generazioni del baby boom, dopo “Chart 1”, sia un territorio universitario, dopo “Chart 5”. Sono esempi statunitensi riferiti al 2015, non dati sull’Italia di oggi. L’INSEE, Definition, ultime due frasi, richiama l’interazione fra fecondità, mortalità e migrazioni; Rogers, paragrafo dopo “Chart 4”, mostra perché non si possono ignorare gli spostamenti.

Se vediamo molte persone anziane, possiamo descrivere quella presenza. Per spiegare come si sia formata servono altre informazioni: serie di nascite e decessi, arrivi e partenze, confronti con anni precedenti. La forma non ci autorizza a scegliere una causa soltanto perché sembra plausibile.

Attenzione anche al futuro. Chi oggi ha trent’anni, fra dieci ne avrà quaranta se sarà ancora in vita; ma nel territorio potrebbero essere arrivate o partite persone. Spostare tutte le barre verso l’alto senza considerare questi cambiamenti non è una previsione demografica. È, al massimo, un modello molto semplificato, di cui vanno dichiarate le ipotesi.

4. Il laboratorio: due territori immaginari

Scenario interamente inventato. La data simulata è il 1° gennaio 2030, scelta solo per l’esercizio: non si tratta di una previsione. A e B non corrispondono a comuni reali. Tutti i valori sono persone residenti nello scenario. M e F indicano rispettivamente uomini e donne. Fonte dei numeri: costruzione didattica originale per questa lezione.

Età in anni compiuti A: M A: F B: M B: F
0–9 164 156 51 49
10–19 153 147 61 59
20–29 141 139 91 89
30–39 130 130 110 110
40–49 119 121 128 132
50–59 107 113 145 155
60–69 86 94 149 171
70–79 63 77 130 170
80 e oltre 20 40 80 120
Totale 983 1.017 945 1.055

Ogni fascia, tranne l’ultima, comprende dieci anni. 80 e oltre è una classe aperta: comprende tutte le età da 80 anni in su e non va chiamata “80–89”. Il suo valore è il totale di quella classe, non una quantità riferita a un singolo anno di età.

Attività A — Costruisci e descrivi

Lavorate a coppie: una persona prepara A, l’altra B. Prima sommate le colonne e controllate che ciascun territorio abbia 2.000 residenti.

Per ogni casella calcolate persone del gruppo ÷ 2.000 × 100. Mantenete due cifre decimali, senza arrotondamenti intermedi. Per esempio, in A gli uomini di 0–9 anni sono 164 ÷ 2.000 × 100 = 8,20%.

Sul foglio tracciate una linea centrale e scrivete le età in ordine crescente dal basso. Disegnate gli uomini a sinistra e le donne a destra. Usate per entrambi i territori una scala da 0 a 10% su ciascun lato, con la stessa distanza fra le tacche. Non servono colori: bastano i titoli dei due lati. Affiancate al grafico la tabella delle percentuali e una descrizione a voce o per iscritto delle differenze, così il confronto non dipende soltanto dal disegno. Aggiungete titolo, data simulata, unità e nota “dati inventati”. Non mettete il segno meno alle persone: il lato sinistro è una scelta grafica, non una popolazione negativa.

Confrontate i fogli. Ciascuno scriva due frasi che inizino con “La tabella mostra…” e una domanda che inizi con “Per capire il motivo, cercherei…”.

Alternativa accessibile: non è obbligatorio disegnare. Si possono confrontare la tabella e le percentuali, leggendo i gruppi dal più giovane al più anziano e dando le risposte a voce o per iscritto. Il calcolatore è ammesso: l’obiettivo è capire i rapporti, non fare divisioni a memoria.

Attività B — Una scelta da discutere

Il gruppo di lavoro deve suggerire una verifica sui servizi per ciascun territorio. Scrivete un breve appunto con un dato, un’ipotesi e un’informazione mancante. Per esempio: “In A i residenti di 0–19 anni sono numerosi; verificherei la domanda di servizi educativi. Prima di proporre nuove strutture mi servono le età più dettagliate, i posti già disponibili e la distribuzione degli abitanti”.

Non si decide il bisogno di una persona dalla sua età. E non si può trasformare la classe 0–19 nel numero degli alunni: include età scolastiche diverse e persone che possono seguire percorsi differenti.

5. Esercizi

1. Carta d’identità dei dati. Indica territorio, data, unità, provenienza e ampiezza delle classi. Quale classe ha un limite superiore non specificato?

2. Controllo dei totali. Verifica i 2.000 residenti di A e i 2.000 di B. Quanti residenti di 0–19 anni ci sono nei due territori? Calcola le rispettive quote sul totale.

3. Leggere una barra. In A le donne di 0–9 anni sono 156. Qual è la loro quota su tutti i residenti? Perché 156 ÷ 1.017 × 100 risponderebbe a una domanda diversa?

4. Confronto mirato. Calcola quanti residenti hanno almeno 60 anni in A e in B e le quote corrispondenti. Scrivi il divario in punti percentuali, non come variazione percentuale nel tempo.

5. Vero o falso? Correggi le frasi false.

a. In B il 10% dei residenti ha almeno 80 anni.

b. In A gli uomini di 0–9 anni sono l’8,20% di tutti gli uomini.

c. Dai dati possiamo calcolare esattamente quanti residenti hanno almeno 65 anni.

d. In A ci sono più residenti di 0–19 anni che in B.

6. Il titolo troppo sicuro. Riscrivi questa frase senza perdere il dato corretto: “B ha pochi bambini perché tutti i giovani se ne sono andati; quindi fra dieci anni non ci saranno più scuole”. Indica almeno due informazioni che servirebbero per verificare una spiegazione.

7. Stessa quota, altro territorio. Un terzo territorio immaginario, C, ha 20.000 residenti. Se il 10% ha almeno 80 anni, quante persone sono? Confronta il numero con B e spiega perché le sole percentuali non bastano a dimensionare un servizio.

8. Commento geografico. Scrivi 70–100 parole: confronta A e B con almeno due dati, proponi una domanda sui servizi e dichiara un limite. Non inventare occupazioni, redditi, cause migratorie o condizioni di salute.

6. Soluzioni e risposte possibili

1. Territori immaginari A e B; 1° gennaio 2030 simulato; unità: persone; fonte: scenario didattico originale. Classi decennali da 0–9 a 70–79; ultima classe aperta 80 e oltre. Non sono dati reali né previsioni.

2. A: 983 + 1.017 = 2.000. B: 945 + 1.055 = 2.000. A, 0–19: 164 + 156 + 153 + 147 = 620, pari al 31%. B, 0–19: 51 + 49 + 61 + 59 = 220, pari all’11%.

3. 156 ÷ 2.000 × 100 = 7,80%. Dividere per 1.017 darebbe la quota delle donne di 0–9 anni sul totale delle donne, non sul totale dei residenti: è un altro denominatore.

4. A: 86 + 94 + 63 + 77 + 20 + 40 = 380, ossia 19%. B: 149 + 171 + 130 + 170 + 80 + 120 = 820, ossia 41%. La quota di B supera quella di A di 22 punti percentuali. Stiamo confrontando due territori nella stessa data simulata, non due anni.

5. a. Vero: (80 + 120) ÷ 2.000 × 100 = 10%. b. Falso: 8,20% si riferisce a tutti i residenti; sul totale degli uomini il calcolo sarebbe 164 ÷ 983 × 100. c. Falso: la classe 60–69 non distingue i 60–64 dai 65–69. d. Vero: 620 contro 220.

6. Una riscrittura possibile: “In B i residenti di 0–19 anni sono 220, l’11% del totale. Per capire questa struttura servirebbero dati sulle nascite e sui movimenti migratori per età. La tabella non permette di prevedere la chiusura delle scuole”. Andrebbero bene anche serie di decessi per età, confronti storici e dati sugli iscritti o sulla capacità delle scuole. Non basta sostituire “certamente” con “probabilmente” per rendere dimostrata la causa.

7. 20.000 × 10 ÷ 100 = 2.000 persone, contro 200 in B. La quota è uguale, il numero è dieci volte maggiore. Per dimensionare un servizio occorrono anche domanda effettiva, accessibilità, distribuzione nello spazio e offerta già disponibile: qui non sono note.

8. Esempio, non unica risposta: “A e B hanno entrambi 2.000 residenti, ma la loro struttura per età è diversa. In A i residenti di 0–19 anni sono 620, il 31%; in B sono 220, l’11%. In B, invece, le persone di almeno 60 anni sono il 41%, contro il 19% di A. Verificherei quindi bisogni differenti nei servizi educativi, nei trasporti e negli spazi di incontro. Per proporre interventi concreti servono però dati più dettagliati sulle età, sulla posizione delle abitazioni e sui servizi esistenti. La tabella non spiega da sola le cause delle differenze.”

Per l’attività A, questa tabella consente di controllare tutte le barre. Le quote sono sul totale di 2.000 residenti per territorio, non sui totali di ciascun sesso.

Età A: M % A: F % B: M % B: F %
0–9 8,20 7,80 2,55 2,45
10–19 7,65 7,35 3,05 2,95
20–29 7,05 6,95 4,55 4,45
30–39 6,50 6,50 5,50 5,50
40–49 5,95 6,05 6,40 6,60
50–59 5,35 5,65 7,25 7,75
60–69 4,30 4,70 7,45 8,55
70–79 3,15 3,85 6,50 8,50
80 e oltre 1,00 2,00 4,00 6,00

Per l’attività B sono accettabili proposte diverse, purché un dato sia corretto, l’ipotesi sia presentata come tale e sia indicata un’informazione da raccogliere. Non è accettabile attribuire automaticamente a tutti gli abitanti di una fascia gli stessi bisogni.

7. Da portare via

Prima leggi chi viene contato, dove, quando e con quale unità. Poi confronta le classi. Soltanto dopo prova a formulare una spiegazione, indicando quali altri dati ti servirebbero. Una buona lettura non è quella che racconta la storia più convincente: è quella che sa fermarsi dove finiscono le informazioni.

Fonti per approfondire

  • INSEE, Population pyramid, definizione aggiornata all’11 febbraio 2021: sezione Definition. Assi, convenzioni e componenti demografiche.
  • Luke T. Rogers, U.S. Census Bureau, America’s Age Profile Told through Population Pyramids, 23 giugno 2016: testo e figure. Introduzione e paragrafi dopo Chart 1, Chart 4 e Chart 5. Gli esempi riguardano il 2015.
  • U.S. Census Bureau, Statistics in Schools, How Do U.S. Populations Stack Up?, Teacher Version, attività hg-1: guida PDF, pagina PDF 11/stampata 10, Part 3; pagina PDF 12/stampata 11, Part 4. La data editoriale del PDF non è univocamente verificata. Pagina di accesso, revisionata il 2 settembre 2025.

Testo, scenario ed esercizi originali. Nessuna immagine esterna riprodotta. Revisione docente e prova in classe ancora da svolgere.